Conan il Cimmero

Articolo di Ilario Gobbi https://www.ilariogobbi.it/tag/conan-il-barbaro/

Pubblicato originariamente sul sito dell’autore


Caposaldo del genere sword & sorcery, Conan il cimmero è il modello di barbaro per antonomasia nell’immaginario collettivo. Individuo brutale ma fiero, capace di abbattere con la spada mostri inconcepibili e stregonerie diaboliche.

Conan compare per la prima volta nel racconto La fenice sulla lama del 1932 sulla rivista pulp Weird Tales, ed è sostanzialmente una evoluzione del precedente personaggio di Howard, Kull di Valusia.

Il personaggio, dopo la prematura dipartita di Howard, è stato portato avanti da diversi altri autori e con il passare dei decenni è diventato una vera e propria icona pop. La Marvel pubblicò per anni storie a fumetti con il personaggio che riscossero un successo pari a quello dell’Uomo Ragno; sono stati pubblicati tre film del 1982, 1984 e 2011, tre serie televisive e svariati videogiochi e giochi di ruolo.

Una precisazione. Le storie di Conan il Cimmero non sono ambientate nel Ciclo di Cthulhu di Howard Phillips Lovecraft: tuttavia Lovecraft – a riprova della stima reciproca che sussisteva tra i due – integrò nelle proprie storie rimandi a terre utilizzate per le vicende di Conan come Atlantide, Iperborea, e gli Uomini Serpente delle storie di Re Kull di Valusia.

Possiamo dire che il Ciclo di Conan e il Ciclo di Cthulhu, per alcuni elementi, costituiscono degli sviluppi differenti a partire dalle stesse idee, come nel caso del dio rettile Yig che ha molte caratteristiche in comune con il dio stigiano Set. Robert Howard ha scritto inoltre quattro racconti non connessi a Conan che si collocano nell’ambientazione del Solitario.

Passiamo a esplorare il mondo di Conan il barbaro e le caratteristiche che lo hanno reso un’icona della narrativa fantasy eroica.

Il mondo di Conan

Tutto ha inizio nella cosiddetta era pre-cataclisma, circa nel 20.000 avanti Cristo. Il continente Thuriano era dominato dai regni di Kamelia, Valusia, Verulia, Grondar, Thule e Commoria. Le isole occidentali erano abitate da barbari, le isole erano abitate dagli Atlantidei e dai Lemuriani; esistevano comunque vaste regioni inesplorate. Valusia, il regno più a occidente, rappresentava il picco dell’evoluzione del tempo, mentre le regioni orientali contenevano i popoli meno progrediti. Esisteva a oriente anche un’altra razza umana ma misteriosa, che i Lemuriani conoscevano poco, proveniente da un altro continente sconosciuto. All’estremo sud esisteva un’altra civiltà sconosciuta, di origine pre-umana.

La civiltà Thuriana stava crollando, e i regni di Valusia e Commoria si davano la guerra, fino a quando un cataclisma non inabissò i continenti di Atlantide e di Lemuria. Le isole dei selvaggi Pitti si alzarono formando un nuovo continente. Rimasero i regni atlantidei sul continente thuriano ad accogliere i loro profughi, mentre quelli dei lemuriani vennero schiavizzati dalla popolazione della costa orientale.

Gli atlantidei, costretti a combattere per sopravvivere, si imbarbarirono pur mantenendo alcune vestigia della loro civiltà.

Duemila anni dopo l’ultimo cataclisma i regni erano ormai ben definiti.

I regni Hyboriani Aquilonia, Nemedia, Brythunia, Hyperborea, Koth, Ophir, Argos, Corinthia e il regno di confine dominavano l’Occidente. Zamora si trovava a est, Zingara a sud-ovest, a sud si trovava Stygia, il cui popolo aveva ormai raggiunto le sponde del Nilo.

A nord vivevano nel Nordheim i Vanir, dai capelli rossi, e gli Aesir, dai capelli biondi.

Nell’ambientazione di Conan esistono diverse divinità tra le quali le più famose sono Mitra, dio degli Hyboriani, Ishtar, Bel, dio dei ladri, Asura, Crom per i cimmeri, e Set per gli Stygiani.

Set è un enorme serpente nero con occhi gialli, descritto come dominatore di città affondate tra le acque e degli spazi tra le stelle. Benché Set abbia il nome del dio del caos e del deserto egiziano fratello di Osiride la sua figura ricorda più il gigantesco serpente Apophis che lotta contro Ra per poter divorare il sole.

Si crede dimori nelle caverne stigiane (l’odierno Egitto) e che il suo culto risalga alla remota era Hyboriana pre-cataclisma; esso divenne poi popolare presso gli Hyksos, anche se gli egiziani finirono poi per demonizzarlo.

I suoi cultisti più elevati costituivano l’Anello Nero, ed erano dotati di grandi poteri magici: possedevano anche un artefatto detto lo Specchio Nero che sarebbe dovuto servire a richiamare Set in questo mondo.

Il più grande sacerdote di Padre Set è lo stregone della Stigia Thoth-Amon: egli viene menzionato nel racconto “Il dio nell’urna” dove invia un’urna con all’interno un figlio di Set (un serpente con testa umana) per assassinare il suo nemico Caranthes . L’urna viene trafugata però dal disonesto collezionista Publio Kalliano, che viene ucciso dal suo contenuto. Conan viene erroneamente accusato del delitto e si trova da un lato tra le spire della Legge e dall’altro tra quelle del serpente.

Conan: aspetto e personalità

Conan è un imponente giovane cimmero, dagli occhi azzurri, i capelli neri e la pelle bruna, un barbaro, inteso come un appartenente a un popolo non civile per gli standard dell’epoca.

La sua arma tradizionale è un possente spadone anche se nel corso delle sue avventure si serve di altre armi come archi e pugnali. Il suo abbigliamento varia da storia a storia, anche se è spesso ricordato seminudo con il classico perizoma alla cintola.

Conan viene descritto come un uomo enormemente muscoloso, praticamente un gigante, tremendamente forte e altrettanto agile, un prodigio forgiato dalla guerra e dai pericoli continui a cui è sottoposta la sua esistenza, l’esempio di uomo più fulgido che la natura possa forgiare.

In una lettera, Howard afferma che a quattordici anni Conan era all’incirca alto 1 metro e ottanta e pesante 82 kg.

Nella saga sono pochissimi gli individui che possono superarlo sul solo piano fisico, per esempio il gigantesco strangolatore Baal-Pteor che appare in “Ombre a Zamboula”.

 

Oltre a un corpo poderoso possiede sensi finissimi che rivaleggiano con quelli delle belve, e una mente acuta e sottile che lo rende uno stratega bellico di prim’ordine. A dispetto della sua mole è rapidissimo è silenziosissimo, tant’è che neanche i selvaggi Pitti riescono a superarlo in destrezza.

La sua resistenza fisica è qualcosa di incredibile: in “Nascerà una strega” la regina Taramis viene sostituita dalla sua sorella gemella Salomé che è stata esiliata da piccola in quanto nata con il marchio della strega.

Divenuta una strega sul serio prende il potere con il suo amante Costanzio, un fuorilegge nemico di Conan che lo fa letteralmente crocifiggere in mezzo al deserto per farlo morire di stenti.

Grazie alla sua tempra prodigiosa riesce a resistere molto più a lungo di un uomo normale fino a quando dei predoni non lo liberano, permettendogli di pianificare la sua vendetta.

Si tratta quindi di un uomo eccezionale non solo dal punto di vista fisico ma anche mentale, che in virtù di tali doti è in molti racconti capo di bande di mercenari, predoni, se non di vere e proprie legioni militari di quello o di quell’altro regno.

Dal punto di vista etico non lo si può definire un eroe, siccome il suo stile di vita prevede l’uccidere e il depredare come attività del tutto normali, ma nemmeno un criminale, siccome in innumerevoli occasioni agisce per salvare donne in difficoltà o per punire individui decisamente spregevoli senza essere pagato per farlo.

Tuttavia in certi casi agisce come un vero e proprio eroe rivolto a salvare la vita dei civili, anche se ciò non è compreso nella sua paga di mercenario: in “Oltre il fiume nero” rischia la vita con il suo compagno per avvertire i coloni della minaccia dei selvaggi Pitti che intendono massacrarli.

 

Per quanto viva costantemente in un’ottica di battaglie e violenza ha comunque un codice etico che gli proibisce di uccidere le donne e di agire contro un altro uomo con i complotti, ma soltanto di uccidere spada contro spada. In certi casi comunque cospira contro i suoi alleati o datori di lavoro, che si rivelano comunque sempre esseri infidi, al punto che lui sembra il più onesto tra loro.

Può considerarsi quindi un anti eroe archetipico, che è l’unico genere di eroe che possa esistere nell’ambiente spietato dell’era hyboriana.

Conan è figlio di un fabbro e di una donna che lo da alla luce proprio su un campo di battaglia contro i Vanir del nord. A quindici anni ha già una statura colossale per la sua età e lascia la sua terra in cerca di avventure nelle selvagge regioni limitrofe, poiché già si era fatto un nome come guerriero temibile dopo la distruzione della fortezza di Venarium.

E di avventure ne trovò a valanghe, tra duelli di spade e malefici, avventure con donne e sui campi di battaglia. Dai boschi di Cimmeria giunse infine ad Aquilonia, il regno più potente delle terre Hyboriane, di cui divenne re attorno ai quarantacinque dopo avere spodestato il precedente regnante.

I Cimmeri sono una popolazione del nord – discendente dagli Atlantidei e che ricordano i nostri Celti – che vive in un ambiente montano e inospitale, che a differenza di Conan non beve e ha solitamente un atteggiamento lugubre. Al contrario dei cosiddetti popoli civilizzati non praticano la schiavitù, in un mondo come quello hyboriana in cui è pratica comune addirittura vendere le proprie figlie per fini politici ed economici. Sappiamo che i Cimmeri hanno una luna ostilità con i Pitti, così barbarici che a loro confronto persino Conan appare quasi un individuo civilizzato.

Nonostante siano barbari e selvaggi hanno un forte codice di onore, al punto che Conan salva parecchie volte delle donne in pericolo senza chiedere favori sessuali in cambio, considerando spregevole anche lo stupro.

Nonostante i cimmeri bevano prevalentemente acqua Conan gioca e beve vino spesso e volentieri, al punto che talvolta viene catturato soltanto perché in precedenza è caduto ubriaco.

Caratterialmente è un uomo molto volubile, intelligentissimo seppure ingenuo in fatto di convenzioni civili, che ama festeggiare e fare baldoria in compagnia, ma è facilissimo all’ira se sente di essere stato offeso.

In “La regina della costa nera” si capisce benissimo come per lui la lealtà nei confronti dei suoi amici venga prima di ogni cosa, anche perché non riesce genuinamente a capire le convenzioni sociali e i meccanismi della Legge, che lo lasciano interdetto.

Benché viva spesso tra i civilizzati non si sente mai uno di loro, ciò nonostante si comporta in maniera più civile e onorevole di quanto non si pensi. In “Lo straniero nero”, mentre si trova su un’isola per rintracciare un tesoro custodito da un demone, potrebbe lasciare morire per mano dei Pitti tre malfattori con cui si era alleato e che volevano tradirlo, ma decide di salvarli siccome sono uomini bianchi come lui e non vuole vengano ammazzati dai selvaggi, sebbene lui stesso avesse programmato di ucciderli poco prima.

Il capo delle divinità di Conan è Crom, un dio feroce che vive in cima a una montagna: egli odia i deboli e non viene pregato dai cimmeri siccome non aiuta nessuno, ma fornisce ai cimmeri al momento della nascita il desiderio di sopravvivere a ogni costo, dote non comune ai deboli individui “civili”.

Cosa inusuale per l’epoca, è un sostenitore della libertà di culto, al punto che da re di Aquilonia proibisce le persecuzioni religiose, sempre a patto che non si parli della magia nera, che lui odia.

Più o meno in ogni avventura, Conan si trova a stringere tra le braccia un’avvenente donzella che ha rapito o che è caduta preda del suo fascino. Generalmente si tratta delle classiche damigelle in pericolo, ma talvolta appaiono anche dei soggetti particolarmente fieri e battaglieri, come Valeria della Fratellanza Rossa che appare in “Chiodi rossi”, che fa punto di orgoglio il comportarsi come un uomo.

In “La regina della costa nera” abbiamo Belit, una feroce piratessa shemita che mette le mani sulla nave dei commercianti in cui Conan si era rifugiato.

La donna, non appena lo vede, cade subito preda del fascino barbaro del nostro cimmero. Questa si dimostra in effetti la compagna ideale per la sua vita di avventure violente, ma anche questo amore è destinato a terminare nel sangue quando il gruppo si addentra in una città di Antichi dove finiscono preda del mostro che vi abita.

Nel primo racconto nel quale viene presentato, “La Fenice sulla spada” Conan è diventato re di Aquilonia dopo avere spodestato il tiranno Numedide.

Conan – che dovrebbe avere circa 40 anni – ha quindi preso il potere con la violenza a danni del re Numide, che lo aveva fatto imprigionare proprio perché temeva che egli avrebbe potuto complottare contro di lui, facendogli scattare appunto la voglia di farlo.

Nonostante sia un usurpatore ritiene di avere un debito verso i propri sudditi e di doverli difendere da pericoli peggiori di lui.

Il fuorilegge Ascalante mette in piedi una congiura con l’apporto di Thoth-Amon, suo schiavo poiché privato dell’anello del serpente che gli dona i suoi poteri. Grazie a un caso fortuito lo stigiano torna in possesso dell’amuleto con il quale evoca un mostro scimmiesco e lo manda a uccidere Ascalante, intento a uccidere Conan con i suoi alleati. Conan, che è stato visitato in sogno dal saggio Epimureo, riesce a uccidere il mostro con la sua spada benedetta da una fenice posta dallo spirito sulla lama.

In “La Rocca Scarlatta” Conan viene tradito e fatto prigioniero da Tsotha-lanti, un tremendo stregone, nella cittadella scarlatta scavata sotto una montagna in un regno adiacente al suo, da cui riesce a fuggire alleandosi a un mago buono prigioniero.

In “L’ora del drago” – la cui storia è in pratica un remake di La rocca scarlatta e che costituisce l’ultima avventura cronologica del personaggio nel ciclo di Howard – dei cospiratori vogliono deporre Conan a favore di Valerio, erede di Numide, resuscitano con la negromanzia Xaltotun, uno stregone di 3.000 anni prima dell’impero ormai scomparso di Acheron. Con il suo aiuto il regno nemico di Nemedia sconfigge Aquilonia e cattura Conan, che viene condannato a morte. La schiava Zenobia tuttavia lo libera. Conan deve partire così alla ricerca del cuore di Ahriman con cui può sconfiggere il mago.

Conan torna così a regnare al fianco di Zenobia per molti decenni ancora.

Non si conoscono di preciso le circostanze della sua morte; si sa che ha avuto molti figli, ma nessuno di essi ha mai raggiunto la gloria del padre.

Questo è l’unico romanzo scritto da Howard e generalmente ritenuto uno dei suoi migliori lavori. Il film Kull il conquistatore si basa su premesse simili ma ha per protagonista Kull.

Le avventure di Conan

Conan è un uomo vissuto fin dalla nascita in un clima di violenza e che parla soltanto il linguaggio della guerra e della brutalità.

Ai tempi di Conan il mondo è diviso in alcuni regni principali (la Stigia al posto dell’Egitto, Aquilonia al posto dell’Impero Romano, Kosh nel centro Africa, Kithai in Cina) e in una marea di staterelli sempre in lotta tra loro.

Dal suo punto di vista, e da quello di Howard, la società civile è un coacervo di vizi e di depravazione: gli uomini civili appaiono tutti molli, pavidi, degenerati e inclini al tradimento.

Come viene espressamente detto in “Oltre il fiume nero” la civiltà è solo un capriccio del caso, mentre la barbaria è l’ordine naturale delle cose.

Nella maggior parte delle storie Conan si trova a combattere per la propria vita o per quella di qualche donna che difende contro uomini civili corrotti, stregoni degenerati o mostri infernali.

Nel corso della sua vita il nostro cimmero viaggia da un paese all’altro in cerca di fortuna, compiendo qualche malefatta da ladro o da predone, nel migliore dei casi come mercenario al servizio del regnante del luogo.

Nei suoi due primi racconti ci viene presentato come Re di Aquilonia, e sebbene abbia usurpato il trono con la forza e venga disprezzato in quanto barbaro, riesce a tenere unito il proprio regno in un clima di relativa pace interna, sempre minacciato da regnanti e stregoni stranieri.

Nei racconti successivi vengono narrate le sue gesta prima di tale traguardo, nei periodi in cui era stato un ladro, un predone, un mercenario, un pirata, un comandante militare al servizio di quello o di quell’altro regno. Saltuariamente viene assoldato come sicario per eliminare qualche discutibile occultista oppure diventa l’amante o il consigliere di qualche principessa o regina che aiuta a difendersi dallo stregone o dal conquistatore di turno.

Prima o poi, viene sempre messo alla prova e giunge a sfoderare la spada contro nobili ipocriti, spietati predoni, pirati, cultisti folli, stregoni assetati di potere e veri e propri mostri soprannaturali.

Nonostante la sua indole brutale, possiede delle caratteristiche che fanno di lui un modello di antieroe. Conan rispetta sempre la parola data, uccide i suoi avversari di persona e in modo che possano difendersi, non uccide in genere le donne anche se talvolta sono proprio loro le nemiche della storia, come le streghe Salomè o Tuscela.

Conan non teme la morte e non si interroga sull’aldilà: a lui basta sapere di essere vivo e di dover godere appieno di tutto ciò che la vita ha da offrirgli fino a quando potrà farlo.

L’unica cosa che teme sono la stregoneria e i fenomeni soprannaturali che non comprende, contro i quali in più di un’occasione la sua furia barbara riesce comunque a fargli avere la meglio, là dove un uomo civile sarebbe sicuramente spacciato. Nonostante questo timore è abbastanza scettico da interrogarsi sull’effettiva portata soprannaturale di ciò che ha davanti, come in “I gioielli di Gwahlur” dove grazie al suo notevole intelletto capisce i trucchi dietro la comparsa di una finta dea.

Nell’ambientazione di Howard, comunque, tutto ciò che è materiale può essere ucciso dalla spada, ed è appunto quello che l’erculeo cimmero fa ogni volta che si trova di fronte a un mostro raccapricciante.

In molte delle sue avventure gli avversari sono degli stregoni di indole malvagia, oppure costoro sono al servizio dell’avversario principale della vicenda. In “Gli intrusi a palazzo” Conan viene assoldato per uccidere Naboniums il Prete Rosso, ma il vero pericolo è Tak, uno scimmiesco essere pre-umano raccolto dallo stregone che uccide senza pietà i prigionieri incarcerati da questi nel labirinto sotto il suo palazzo.

Esseri appartenenti a mondi mitici fanno spesso capolino nelle avventure del Cimmero. In “La figlia dei giganti dei ghiacci” Conan affronta una donna soprannaturale e i suoi congiunti che appartengono a una stirpe di giganti delle terre gelide.

In altre storie l’orrore e il mistero prendono la forma di esseri blasfemi provenienti da mondi remoti o da passati troppo antichi per potere essere ricordati.

In “Colosso nero” Thugra Kothan, un antico stregone rinato come Natohk, minaccia con il suo esercito i regni degli Hyboriani. La principessa Yasmela di Khoraja su indicazione di un oracolo mette Conan a capo delle proprie forze militari. Il Cimmero difende la principessa e quando questa viene rapita dallo stregone lo insegue nel deserto fino a quando non riesce a raggiungerlo e a fronteggiarsi, spada contro magia, scontro che vede Conan vincitore.

Abbiamo una variante del tema nel racconto “Il popolo della tenebra” dove Conan, un bretone e la sua donna, finiti nella tremenda grotta di Dagon, devono sopravvivere ai ripugnanti esseri appartenenti al Popolo Oscuro. Nell’altra metà della storia seguiamo John O’Brian, evidentemente una reincarnazione di Conan, che proprio come il barbaro intende uccidere il proprio rivale in amore, ma finisce per aiutarlo a salvarsi sempre da un appartenente a questo popolo inumano.

In “L’ombra che scivola” Conan e la sua donna giungono a Xuthal, una città in mezzo al deserto, i cui abitanti sono tutti drogati e degenerati e vivono in attesa che un mostro dal volto di rospo di nome Thog li faccia sparire uno a uno. Conan ha qualcosa da dire a riguardo e con grande fatica massacra il mostro, per poi scappare dalla città con la sua bella.

In “Il diavolo di ferro” un antico demone metallio, Khosathral Kel, è risvegliato nell’antica isola di Xapur a causa delle azioni di un avido perscatore. L’essere materializza la sua antica fortezza che dominava l’isola con tanto di mura ciclopiche, pitoni e cittadini non morti.

Conan giunge sull’isola in cerca di una donna come piano di un governatore di Turna, ma la trappola ovviamente salta per l’influenza degli esseri evocati dal mostro.

In “Il Popolo del Cerchio Nero” Conan rapisce la principessa Devi Yasmina, salita al trono dopo che suo fratello è stato ucciso dai Profeti Neri di Yimsha, allo scopo di scambiarla con 7 dei suoi predoni Afghuli catturati. Costoro hanno dei poteri magici inauditi con i quali possono cambiare la materia stessa, e il loro covo è protetto da malefici di ogni genere.

I quattro profeti però non sanno con chi hanno a che fare, e il cimmero, grazie all’aiuto di uno degli adepti rinnegati, riesce a distruggere la fonte del loro potere e a portare in salvo la donna.

 

In “La torre dell’elefante”, mentre si trova a Arenjun nel regno di Zamora, Conan sente parlare della Torre dell’elefante e del gioiello che in essa custodisce lo stregone Yara, il cuore dell’elefante, un gioiello che gli fornisce proprietà magiche e un’innaturale longevità. Tale gemma non è mai stata rubata da alcun ladro, e Conan – che all’epoca sopravviveva come malfattore – decide di cimentarsi nell’impresa.

Yara è uno stregone dalla tremenda fama che terrorizza Zamora grazie ai suoi vasti poteri magici, tutti i suoi nemici temono di cadere vittime dei suoi sacrileghi sortilegi.

La torre è circondata da un ampio giardino, protetta da leoni feroci, ragni velenosi giganteschi e da soldati, è alta 50 metri e presenta pareti lisce e argentee, costellate di pietre preziose. La torre, priva di finestre, è circondata da un ampio muro che cinge il giardino al cui interno si trovano animali mostruosi al servizio di Yara.

 

Dopo aver superato numerose bestie pericolose, Conan trova nella torre una creatura, apparentemente un idolo, che a un tratto prende a muoversi e a parlare.

Non si tratta di una statua bensì di Yag-Kosha, un essere umanoide verdastro sormontato da una testa di elefante.

Yag-Kosha appartiene alla razza di Yag, un pianeta verde ai margini dell’universo, da cui è stato esiliato nel corso di una guerra contro i re del suo mondo. Millenni fa (come i Grandi Antichi) giunse con i suoi simili sul nostro pianeta dove in seguito vennero adorati come déi nei templi perduti nella giungla, pur senza influire direttamente sull’evoluzione umana.

Yara, un tempo seguace di Yag-Kosha, torturò per 300 anni l’essere con la magia, siccome egli non era disposto a insegnargli la magia nera oltre a quella bianca.

Lo stregone lo schiavizzò, lo rese cieco e storpio per accedere ai suoi segreti magici, quindi lo trasportò a Zamora dal suo tempio originale nel Khitai (la Cina), ove costruì per suo conto la Torre dell’elefante in una sola notte con la magia.

Su indicazione di Yag-Kosha, Conan lo uccide, poi provvede a spargere il sangue dell’essere sopra la gemma scarlatta chiamata “il cuore dell’elefante” davanti allo stregone: Yara diventa così piccolissimo e viene inglobato nella sfera, dove l’anima di Yag-Kosha reincarnata infine lo uccide. Una volta fatta giustizia il gioiello va in pezzi, sorte che tocca anche alla Torre dalla quale Conan si salva per un pelo.

Scritto da Ilario Gobbi

Amante (non ricambiato) della SEO, copywriter compulsivo, credo che la scrittura di qualità possa essere un modo per rendere il web un luogo migliore. Su www.ilariogobbi.it trovi guide e approfondimenti su SEO e copywriting. Per il canale Youtube I Miti del Tubo, realizzo approfondimenti divulgativi sui mondi letterari creati da Howard Phillips Lovecraft e dai suoi colleghi scrittori.

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