Spada, Stregoneria e Musica – Perigeo – Abbiamo Tutti un Blues da Piangere (1973)

Di Jazz-rock o fusion ne ho già parlato su queste pagine virtuali (QUI e QUI).

Ma è la prima volta per i Perigeo, gruppo jazz-rock (con qualche sfumatura di rock progressivo), italiano che ha scritto una pagina indelebile nella storia del rock del Belpaese ed europeo. Se gli americani avevano i Weather Report noi del vecchio continente potevamo vantare i Perigeo (con tutte le differenze del caso ovviamente).

Vi parlo del loro secondo album perchè è il mio preferito e a mio avviso meglio rientra nella cornice da “fantasia eroica” promossa da questo sito. Ma per chi ha sete per nuove esperienze musicali, immergersi nella loro discografia non potrà che soddisfarlo e sorprenderlo.

Già con la traccia d’apertura Non c’è Tempo da Perdere i Perigeo ci trascinano in un altro mondo, appartenuto al tempo a metà tra realtà e finzione dei ricordi (forse di qualche antica divinità o del nostro inconscio collettivo), dove le tastiere di Franco D’Andrea e la batteria di Bruno Biriaco disegnano la cornice nella quale passo dopo passo inizia a danzare la chitarra elettrica di Tony Sidney (italiano d’adozione visto che è nato a New York ma ha studiato e vissuto in Italia da che aveva 12 anni e tutt’ora risiede nel Belpaese), seguito dal contrabbasso puntuale del fondatore Giovanni Tommaso.

Ma vi basterà arrivare alla terza traccia Rituale per convincervi della bontà e unicità di questo grande gruppo italiano, grazie al duetto tra Tony Sidney e il sassofonista Claudio Fasoli.

E il bello è che rimangono altre 4 tracce, ognuna delle quali, con la sua sfumatura specifica, colora questo Altroquando ben espresso dalla copertina metafisica dell’album, ad opera di Dario Campanile.

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