I Miti del Tubo di Ilario Gobbi – “The Terror” di Dan Simmons

Ben ritrovati! Oggi parleremo del romanzo “The Terror” di Dan Simmons del 2007 (chiamato anche “La scomparsa dell’Erebus”)  da cui è stata tratta una serie TV prodotta dalla AMC nel 2018 (della quale però soltanto la prima stagione è relativa ai fatti del romanzo). Parlerò principalmente della versione della storia del romanzo, evidenziando le differenze più salienti con la serie TV.
In questo articolo farò diversi spoiler sugli eventi del romanzo, quindi sei avvisato.

La storia tratta della spedizione Franklin del 1845 nell’artico comprensiva di 129 uomini a bordo dei vascelli Erebus e Terror. La spedizione, rivolta alla scoperta del Passaggio a Nord Ovest, svanisce nel nulla. Non è stato possibile ritrovare nessuno superstite né ricostruire per intero i fatti del viaggio.

Sir John Franklin morì nel 187 e venne sepolto sulle coste dell’isola di Re Guglielmo. Prima dell’estate del 1848 l’equipaggio abbandonò le navi e iniziò un cammino a piedi nella speranza di scendere a sud verso il territorio canadese. La maggior parte di loro svanì senza lasciare traccia.

Dopo la morte di Sir John, Francis Crozier prende il comando della spedizione e diventa uno dei personaggi principali della storia.

La nave Erebus è stata ritrovata nel 2014 nei pressi dell’Isola di Re Guglielmo; nel 2016 la Terror è stata rinvenuta in ottime condizioni adagiata sul fondo della Terror Bay dell’isola di Re Guglielmo.

Dan Simmons ha svolto una corposa opera di documentazione attraverso molteplici fonte per ricostruire i fatti storici per quanto possibile e la storia dei personaggi coinvolti in tali vicende: il libro si prende molto spazio per narrare il background dei protagonisti e illustrare con dovizia di particolari la vita sulle navi e le enormi difficoltà pratiche e sofferenze che il viaggio ha realisticamente comportato per loro. Tutti i personaggi del romanzo sono basati su quelli storici anche se possono esserci delle differenze, non vi sono prove ad esempio che il cattivo Cornelius Hickey fosse realmente un assassino e tantomeno un cannibale. Sir John Franklin viene mostrato come più ambizioso e meno esperto di quanto non dovrebbe essere stato in realtà.

Il romanzo è stato definito dal New York Times “Come Alien, ma tra i ghiacci” e il film  in questione a propria volta viene spesso ammantato di significati lovecraftiani. Per la proprietà transitiva, quindi, possiamo trovare analogie lovecraftiane anche in questo romanzo, sebbene esse vadano contestualizzate.

In questo libro non sono presenti riferimenti effettivi ai Miti di Cthulhu, siccome è basato su eventi reali.

Anche se non ci troviamo di fronti a orrori cosmici provenienti da mondi inconcepibili, il romanzo parla di mondi inospitali non toccati dalla mano dell’uomo e nei quali si annidano fenomeni che non si è in grado di comprendere o affrontare. Possiamo trovare qualche similitudine con il romanzo “Le montagne della follia” che narra allo stesso modo di una spedizione tra i territori artici che riporterà alla luce orrori preumani dimenticati.

Abbiamo un riferimento al cupo scenario delineato da Il richiamo di Cthulhu della discesa dell’umanità nella barbaria e nella violenza senza limiti. Gli uomini dell’equipaggio, messi a durissima prova dall’assenza di cibo fresco, dal clima impervio, dalle malattie, dalle proprie inclinazioni malvagie e dalla minaccia del mostro famelico, scivolano nella depravazione e  giungendo all’omicidio dei propri stessi simili. Una sezione dell’equipaggio si dissocia dal resto e decide di sopravvivere a ogni costo, nutrendosi volentieri di carne umana dei propri colleghi.

Le certezze della civiltà vengono quindi meno di fronte alle insidie dei crudi ambienti naturali inesplorati.

Come nella narrativa di Lovecraft abbiamo delle aree del pianeta inesplorate che celano tremendi orrori, di origine naturale e non, con i quali l’uomo non può convivere.

In queste terre le popolazioni native adorano dei mostri preumani inconcepibili per i cosiddetti uomini civili.

Allo stesso modo, le conoscenze umane sono ridicolmente ridotte a confronto dell’ampiezza del mondo inesplorato e dei fenomeni che non possono essere spiegati secondo i dettami umani.

Il Tempo può essere molto più esteso di quanto ordinari mammiferi come noi possano comprendere e per questo possono esistere esseri come Tuunbaq che sfuggono alla classificazione degli zoologi e che non sembrano seguire le ottiche dell’evoluzione.

L’autore è estremamente bravo nel delineare lo scoramento, le privazioni, il dolore dei personaggi coinvolti, raccontando ogni capitolo dal punto di vista di un membro del personaggio.

La storia si tramuta in una lunga estenuante lotta per la sopravvivenza dove la morte può venire sia da parte del mostro predatore che da i degenerati membri stesso dell’equipaggio .

Proprio come nella mitologia di Lovecraft gli ambienti inesplorati sono pregni di orrori con connotazione soprannaturale separati solo da un sottile velo dal nostro mondo. Infrangere questo confine significa esporre il mondo umano alla follia e alla morte.

The Terror: la trama

  1. Le navi britanniche HMS Erebus e HMS Terror partono verso il Polo Nord alla ricerca del leggendario Passaggio a Nord Ovest, che permetterebbe un agile passaggio verso India e Cina.

Al comando della spedizione vi è Sir John Franklin; in seguito alla sua morte la guida della spedizione passa a Francis Rawdon Moria Crozier (qui dipinto come un alcolizzato) e la guida della Erebus passa a James Fitzjames.

La storia viene raccontata in ogni capitolo dal punto di vista di un diverso membro dell’equipaggio, oltre ai succitati ufficiali anche da altri personaggi come l’anatomista Henry Goodsir, che diventa di fatto il medico di riferimento man mano che muoiono gli altri dottori.

La spedizione parte in maniera relativamente agevole ma con il passare dei mesi inizia a trovare difficoltà legate alla enorme stazza delle navi in relazione alle acque spesso poco profonde e ostacolate dai ghiacci, e alle decisioni non proprio ineccepibili di Crozier, in preda a un evidente alcolismo.

A bordo della nave vi è anche una esquimese Netsilik, che viene chiamata Lady Silence siccome presenta la lingua mozzata e non può parlare, giunta in compagnia di un vecchio che muore poco dopo l’arrivo.

Nella serie televisiva invece può parlare, anche se inizialmente lo fa soltanto nel proprio dialetto e poi si chiude in un mutismo volontario.

L’esquimese viene ritenuta una strega, anche perché viene riscontrato che è vergine, del tutto inusuale per le usanze di quel popolo.

Lady Silence viene ospitata a bordo con sospetto dal capitano, anche per via della bramosia che una donna dai costumi disinibiti può suscitare in una nave di soli uomini, e per il fatto che ella non presenti l’inclinazione al pudore tipica dei britannici.

La situazione si fa presto preoccupante: dal lato l’equipaggio è tormentato da un mostro, apparentemente un orso bianco colossale, che dà la caccia ai marinai con una determinazione incredibile. Dall’altra ci sono vari problemi pratici, in primis il cibo mal confezionato che ben presto va a male, e le malattie che ne derivano.

Le dure esperienze colpiscono l’equipaggio ma spingono alcuni di essi a tirare fuori le loro migliori inclinazioni. Dopo che il Tuunbaq uccide Sir John, Fitzjames mette da parte la sua arroganza e sviluppa una sincera amicizia per il suo superiore Crozier, che dal suo riesce a superare la sua dipendenza dall’alcool per prendersi realmente cura dei suoi uomini.

Durante una festa di carnevale a bordo della nave il gigantesco orso fa irruzione e provoca diversi mort. L’equipaggio, spinto dalla fame, la paura per il mostro e dalle proprie inclinazioni malvagie, in parte impazzisce e degenera nelle barbarie.

Nella serie TV il marinaio Stanley, in preda a un crollo nervoso, intrappola i compagni nei locali delle feste e da fuoco a essi e a se stesso, provocando diversi morti.

Il calafiere della Terror Cornelius Hickey fa fuori il tenente Higgins, mutila il suo corpo e incolpa gli Inuit del delitto, provocando un conflitto con i nativi che porta a diversi morti. In seguito la verità viene intuita. Un gruppo di ammutinati guidati da Hickey si ribella al capitano Crozier e porta dalla loro una frazione dei marinai più disperati e psicopatici, i quali iniziano a fare fuori i propri compagni per nutrirsi delle loro carni.

A questo scopo rapiscono il dottor Goodsir per avere qualcuno che sappia tagliare le carni, dopo avere ferito gravemente Crozier, che riesce comunque a fuggire.

Hickley è un bugiardo e un riottoso che non si fa scrupolo di manipolare gli altri, come l’enorme idiota Magnus Manson che lo segue come un cagnolino e considera come sua moglie (nella serie TV il suo complice è William Gibson).

Nella versione televisiva viene presentato però come un personaggio più gradevole con cui è più facile empatizzare.

Ben presto diventa il capo degli ammutinati, i quali intendono tornare a bordo della Terror, in precedenza abbandonata, con la convinzione che abbiano più chance di sopravvivere al suo interno anziché nella tratta verso un ipotetico passaggio sgombro.

Per riuscirci hanno bisogno del sestante di Crozier per orientarsi e del dottor Goodsir per macellare e conservare la carne umana. Perciò rapiscono il secondo e sparano al primo.

Il gruppo di Hickey diventa sempre più barbaro e inumano e Cornelius stesso scivola in uno stato di delirio credendosi prima un re e poi addirittura un dio, perdendo completamente il contatto con la realtà.

Per avere sempre carne fresca alcuni degli ammutinati meno utili vengono giustiziati con un pretesto e le loro carni fatte a pezzi per nutrire il resto dell’equipaggio.

Il dottor Goodsir subisce la perdita di numerose dita dei piedi siccome si rifiuta di macellare esseri umani per nutrire i suoi aguzzini. A questo scopo sottrae parte della morfina destinata ad alleviare il dolore dell’enorme Manson, ferito da dei proiettili allo stomaco, e ne assume una dose massiccia per suicidarsi. Non vuole infatti degenerare al punto di nutrirsi di carne umana e per il senso di colpa per essere venuto meno al suo giuramento di Ippocrate per non avere curato un altro essere umano.

Hickey con il tempo impazzisce sempre di più perdendo il senso della realtà, credendo di poter fare e disfare cose a suo piacimento: in prossimità di Campo Terro viene raggiunto dal mostro, che fa a pezzi il corpo di Manson e gli sottrae l’anima: ne viene però disgustato e lo lascia lì inerte, a congelarsi e a essere divorato da altri predatori.

Crozier viene salvato da Lady Silence che si prende cura di lui per mesi e mesi in una capanna tra i ghiacci. Infine ripartono su una slitta improvvisata, con Silence che è incinta di Crozier.

Silence lo porta al cospetto di Tuunbaq che, in una sorta di comunione, gli porta via la lingua: ora sono entrambi muti ma Silence gli insegna a comunicare con la mente.

Passano gli anni. Nascono il figlio e la figlia di Crozier e Silence, che si scoprirà chiamarsi Silna.
Da un incontro con altri inuit, che hanno trovato alcuni effetti personali appartenenti ai membri dell’equipaggio, Crozier scopre la posizione della Terror.

Raggiungono la nave, e l’ex ufficiale sale a bordo per confrontarsi un’ultima volta con il suo passato. Nella sua cuccetta trova i resti di un uomo mummificato, quasi dall’apparenza di un vampiro.
Crozier da fuoco alla nave – sempre con l’impressione che quell’essere si stesse muovendo – e la fa affondare, per poi ripartire lontano assieme alla sua famiglia.

Tuunbaq – Il mostro di The Terror spiegato

La creatura, Tuunbaq, il Dio che cammina,  viene descritta come un orso bianco di dimensioni colossali, alta forse quattordici piedi, grande almeno il doppio di un esemplare normale e con zampe altrettanto lunghe. Mostra una pelliccia bianca azzurrina, un corpo possentemente muscoloso, un muso assurdamente lungo, lunghi artigli, occhi neri e una testa triangolare su un collo stranamente lungo.

A dispetto delle dimensioni si tratta di un essere estremamente intelligente e silenzioso, un animale da caccia che sa muoversi tra i ghiacci con ammirevole abilità e che insegue le proprie prede con inesauribile determinazione. Nella serie televisiva è velocissimo nella corsa e il suo corpo appare sempre più deteriorato e scarnificato con il trascorrere del tempo, man mano che si nutre dei marinati bianchi, per lui nocivi.

Fin dall’inizio del romanzo, viene fatto capire che il mostro sta da lungo tempo perseguitando gli occupanti della nave e tentando di aprirsi un varco dall’esterno per penetrare e divorare le sue prede.

Per il resto del tempo segue le sue vittime in modo da aggredirle e sbranarle ogni volta che sono da sole.

E’ in grado di cacciare sia su due che su quattro zampe. Il mostro nel corso elimina diversi membri dell’equipaggio tra cui Sir John Franklin, il primo tenente Gore e il tenente James Walter Fairholme.

Le sue dimensioni sono incredibili, presumibilmente pesa diverse tonnellate ed è gigantesco a confronto dei comuni orsi polari.

Quando si trova davanti a un inerte Magnus Manson, enorme rispetto al resto dell’equipaggio, lo sgranocchia come fosse un grissino e ne mangia la testa con un solo morso.

Si dimostra una bestia da caccia dall’intelligenza incredibile, siccome, durante la ritirata dalla ciurma a piedi, elimina diversi orsi al solo scopo di sottrarre prede da caccia con cui gli uomini si potrebbero nutrire.

A un certo punto Irving spia Lady Silence, che frequentemente abbandona la nave per eseguire quello che sembra una specie di eucaristia e intriso di simbologia sessuale, e scopre che tra i due esiste un qualche legame di adorazione, dato che il mostro caccia del pesce per la donna.

Nel corso del romanzo si ipotizza che il mostro, proprio agli antipodi della teoria evoluzionista, sia l’ultimo residuo di una specie antidiluviana i cui discendenti sono i ben meno imponenti orsi polari. Una specie più grande, più antica, più intelligente. Una creatura che vive quasi esclusivamente sul ghiaccio polare, che non si riproduce e non si muove sulla terra asciutta come fanno i comuni orsi bianchi, che anzi probabilmente si nutre di orsi popolari e che non lascerà alla sua morte comuni fossili come le bestie ordinarie.

Nel corso dell’abbandono della nave Terror il mostro continua a inseguire gli stremati marinai a distanza per giorni e giorni, dimostrando una tempra e una motivazione dissimile da quella di qualsiasi altro predatore, proprio come lui è diverso da ogni altro genere di predatore incluso nella memoria umana.

Crozier, dopo essere stato ferito gravemente da Hickey, viene curato da Lady Silence. Nel corso della dormiveglia sogna la storia di Sedna, in origine una donna eschimese poi divenuta lo spirito delle acque, e assieme allo spirito dell’aria e lo spirito della luna, che reggono l’intero universo. Sotto di essi vi è una pletora di spiriti inferiori, i tupilek, che venivano manipolati dagli sciamani per ottenere delle forme fisiche di animali: se essi però falliscono l’obiettivo di uccidere il proprio nemico tornano indietro per eliminare il proprio creatore.

Sedna, desiderosa di uccidere lo spirito dell’aria e della luna, creò un suo tupilek, così forte e terribile da avere un nome proprio: Tuunbaq.

Esso poteva muoversi liberamente tra il mondo degli spiriti e quello terreno e ogni forma che assumeva era così orribile che nessuno poteva guardarlo senza diventare pazzo. Inoltre aveva anche il potere di comandare gli spiriti maligni inferiori.

Il mostro era così forte da poter uccidere lo spirito dell’aria, ma questo si alleò con lo spirito della conoscenza e lo combatterono per 10.000 anni devastando il mondo degli spiriti.

Alla fine Tuunbaq fu costretto ad arrendersi, e tornò dalla sua creatrice per ucciderla come erano soliti fare i tupilek. Questa però lo bandì sulla Terra impedendogli di tornare nel mondo degli spiriti per minacciarla e lo privò della forma dello spirito. Venne esiliato nella zona più vicina al Polo Nord perché vi erano degli sciamani esperti nel trattare gli spiriti malevoli.

Il Tuunbaq assunse come unica forma quella del più grande e astuto predatore che riuscì a trovare in quella zona, l’orso bianco nordico, ma al cui confronto l’orso è piccolo come un cane.

Il Tuunbaq iniziò a nutrirsi di anime di esseri umani, per lui una vera e propria delizia: nessuno poteva fermarlo siccome era più forte e astuto di qualsiasi essere vivente e poteva comandare gli spiriti inferiori per muovere i ghiacciai agevolando la propria caccia.

Il “Dio che Cammina come Uomo” è del tutto inarrestabile, ha un’indole malvagia che lo porta addirittura a schernire le famiglie degli uccisi restituendo i resti del tutto mischiati. Potenzialmente, se dovesse portarsi a sud, sarebbe capace di eradicare tutta la vita sulla Terra, nutrendosi delle anime delle proprie vittime.

Gli sciamani dunque si allearono e cominciarono a fare accoppiare quelli di loro dotati di maggiori dote di chiaroveggenza per creare negli anni una stirpe di individui dai poteri mentali accresciuti.

Gli ultra-sciamanici impararono a comunicare con l’anima del Tuunbaq pur in cambio della propria capacità di parlare con altri esseri umani.

L’accordo prevede che gli uomini nutrano con pesci e fosche lo spirito e che impediscano ad altri uomini di invadere il suo territorio.

Ciò che vedono nelle loro visioni e che il Tuunbaq avrebbe finito per morire avvelenato nutrendosi delle carni degli uomini dalla pelle chiara: privi dei suoi comandi gli spiriti allentano il rigore gelido del clima e i ghiacciai iniziano a sciogliersi, portando alla morte gli animali dei quali gli Inuit si nutrono, i quali diventano sempre più degenerati. Per scongiurare questo scenario ancora peggiore è necessario mantenere in Tuunbaq in vita.

A questo scopo continuano a creare incroci tra sciamani con dote mentali e andarono a costituire il Popolo del Dio che Cammina, collocato molto più a nord delle altre tribù. Costoro non sono più in grado di parlare in modo umano ma comunicano con la telepatia oppure con gli umani con un sistema di segni e di figure di spago.

Nella serie TV viene identificato come uno spirito in forma di animale, che comunque può essere ferito dalle armi da fuoco. Nella versione televisiva viene confermato che il mostro si sta deteriorando a forza di mangiare le anime dei britannici, che evidentemente sono corrotti e velenosi per lui.

Crozier viene costretto a mangiare una banchetto a base del dottor Goodsir, il quale però si avvelena nella speranza che il suo corpo uccida tutti a eccezione di Francis. Nel libro invece Hickey non lo tocca siccome ha il terrore di veleni e malattie.

L’Hickey televisivo rivela di essere un impostore e di avere ucciso quello vero per fuggire dall’Inghilterra, e di avere sabotato gli sforzi dell’equipaggio di fare ritorno.

Tuunbaq attacca gli ammutinati mentre Crozier è ancora con loro facendo una strage. Hickey cerca di compiere il rito per ammansirlo offrendogli la sua lingua in sacrificio, ma questi lo divora per intero. L’animo malevolo di Hickey tuttavia lo avvelena gravemente, e Crozier gli da il colpo di grazia strozzandolo con una catena. Lady Silence lo aiuta a riprendersi e lo accompagna alla ricerca dei suoi uomini rimasti, che però sono morti. Silence, ovvero Silna, però, avendo perso Tuunbaq, ha come unico destino la solitudine, e se ne va da sola.

Due anni dopo arriva all’accampamento una spedizione di soccorso. Crozier si nasconde per non  incontrarli, lascia detto che il passaggio a nord ovest non c’è e che le navi sono sparite, esortandoli ad andarsene. Poi, parte per andare a caccia di foche.

E con questo è tutto. Noi ci vediamo alla prossima.

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