“Le Cronache delle Ley” di Antonella Mecenero

Dettagli

Titoli: “La Spada di Emarana”, “La luna delle foglie cadenti”, “Prima che venga il gelo”, “Fino alla morte e oltre”, oggi componenti “Le Cronache delle Ley” insieme ad alcuni racconti contenuti nel “La Spada, il Cuore, lo Zaffiro”

Autore: Antonella Mecenero

Editore: Delos Digital in collaborazione con Associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare

Pagine: “La Spada di Emarana” 59, “La luna delle foglie cadenti” 33, “Prima che venga il gelo” 52, “Fino alla morte e oltre” 54

Ebook: “La Spada di Emarana” 3€, “La luna delle foglie cadenti” 1,99€, “Prima che venga il gelo” 1,99€, “Fino alla morte e oltre” 1,99€


Sinossi

Quattro pubblicazioni per cinque racconti lunghi (“Prima che venga il gelo” contiene due racconti) che, uno dietro l’altro, compongono la prima parte de “Le Cronache delle Ley” di Antonella Mecenero, quasi come un unico romanzo a episodi. I cinque racconti ripercorrono i primi passi della dolorosa ascesa al trono del giovane Principe Amrod, amante di uomini che ha il pregiudizio come primo avversario, partendo dalle lezioni del suo maestro d’armi e dalla scelta della spada giusta per lui, passando per l’assassinio del Re suo padre, sino ai primi successi militari nella conseguente sanguinosa guerra civile. Diversi alleati improbabili affiancano Amrod, lasciandosi convincere e conquistare dal suo carisma fino a fare loro la sua battaglia.

Un’ambientazione fantasy senza eccessi aiuta nel conservare l’attenzione sui personaggi, in un contesto di confronto politico e militare dove la magia è mero strumento e sono le scelte umane a decidere il corso degli eventi.

La possibilità di contattare l’autrice mi ha dato l’occasione di rivolgerle alcune domande.


Commento

La neonata collaborazione tra Delos Digital, con la sua collana Fantasy Tales, e l’Associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare propone quattro ebook interessanti, contenenti cinque racconti appartenenti al ciclo de “Le Cronache delle Ley”, di cui costituiscono ad oggi il nucleo principale.

Parlando del ciclo, ai testi qui recensiti vanno ad aggiungersi altri quattro racconti brevi contenuti ne “La Spada, il Cuore, lo Zaffiro”, la raccolta che L’Associazione RiLL ha dedicato ad Antonella Mecenero (la cui recensione è già presente su questo sito) e lei mi conferma di stare lavorando ad altro: la sua “tela di Penelope” prevede ulteriori racconti e almeno un romanzo finale.

 

Come nei racconti de “La Spada, il Cuore, lo Zaffiro” ambientati nelle terre del Leynlared, anche l’attuale corpus principale delle Cronache impernia trama e azione attorno alla tematica della diversità e, come dice la stessa autrice, degli amori impossibili. Amrod è un “amante di uomini” e la sua natura, che imparerà ad accettare, gli fa da ostacolo, ma non è il solo che si dovrà confrontare con i pregiudizi o gli usi del suo stesso regno: ogni personaggio vive drammi e conflitti interiori dati dalle “maledizioni” o “difetti” che vede riflessi negli occhi di chi lo guarda.

Dicendo qualcosa di più della trama (sempre evitando spoiler per quanto possibile), “La Spada di Emarana”, “La luna delle foglie cadenti”, “Prima che venga il gelo” e “Fino alla morte e oltre” possono essere visti come un unico romanzo a episodi, stante la forza del filo conduttore che li lega, e così possono essere letti. La scelta di non realizzare un vero e proprio romanzo unitario, conferma l’autrice, è dovuta alla volontà di focalizzare ogni racconto su un oggetto specifico e alla ricerca della massima libertà nell’uso dei punti di vista dei personaggi, ma il risultato finale va oltre la coralità da lei ricercata.

Se ne “La Spada, il Cuore, lo Zaffiro” le tre le storie che hanno per protagonista Amrod si svolgono dopo la guerra civile, con il Principe ormai Re, nei quattro testi oggetto di questa recensione si fa un salto indietro nel tempo, fino ai suoi quindici anni. Amrod, protagonista principale, si troverà poco più che ragazzo ad affrontare sfide personali estremamente difficili, drammatiche, che vanno oltre i confronti con la spada e la tattica militare. Il suo sarà un percorso di crescita e accettazione di sé e della realtà che lo circonda, e in questo destino non sarà il solo: tutti i suoi compagni avranno un’evoluzione simile.

Ne “La Spada di Emarana” tutta la vicenda è vista attraverso gli occhi del maestro d’armi di Amrod, Torvil an’Parshi. Lo spadaccino, che ha nelle mani il destino del ragazzo legittimo erede al trono, è in realtà ossessionato dal proprio passato tormentato che dovrà presto affrontare, ma trova in Amrod un nuovo scopo e ne scopre natura e potenziale. Sebbene grazie agli insegnamenti di Torvil il giovane Principe infine dimostri il suo valore, a rischio della vita, lo sguardo superficiale del resto del mondo non coglie le doti di Amrod, che riesce però a insegnare lui stesso qualcosa al suo istruttore.

Ne “La luna delle foglie cadenti” intrighi e tradimenti sono protagonisti. Amrod è costretto a mettersi in viaggio con il Re suo padre verso la Ley del Nord, dove la giovanissima promessa sposa lo attende per vederlo la prima volta. L’aver scoperto l’infedeltà del Governatore del Nord ai danni di suo padre rende il viaggio ancor più rischioso, perché il Governatore è assetato di potere, e questo porterà ai drammatici eventi che scateneranno la guerra civile per il trono delle Ley.

Nei due racconti di “Prima che venga il gelo” due giovani come tanti altri, il pastore Ven Sender e il locandiere Adman Kalay, uno per amore di una maga e l’altro per l’amore per la propria terra, sono costretti dagli eventi a trovarsi a fianco del giovane Amrod che, senza un vero esercito, affronta il Governatore del Nord. Non amano Amrod, né sono certi del valore dell’“amante di uomini”, ma affronteranno scelte che li porteranno ad essere suoi alleati e infine amici.

In “Fino alla morte e oltre”, dopo la prima importante conquista strategica di Amrod, ritroviamo Adman il locandiere, il pastore Ven e la maga Vilaya di cui lui è innamorato. A loro si affianca Doneld, falconiere di Amrod. Nonostante la vittoria militare sembri portare a qualche giorno di pace, tutti dovranno confrontarsi con il prezzo dei propri sogni e della guerra. L’ascesa al trono di Amrod costerà molto sangue.

Così si conclude la prima parte delle Cronache delle Ley, ma l’autrice, come già anticipato, conferma di essere a lavoro per un seguito.

L’elemento umano è quello che guida ogni vicenda: non abbiamo fate, demoni, draghi o maghi malvagi a tirare i fili di marionette senz’anima. L’ambientazione è sì un fantasy medievaleggiante, ma l’elemento magico è secondario, relegato allo sfondo delle scene nei primi quattro racconti: maghi e incantesimi trovano vero spazio, nella figura della maga Vilaya, solo in “Fino alla morte e oltre”.

Tra i personaggi troviamo ben pochi stereotipi e solo nei ruoli di comparse e figure secondarie, mentre i protagonisti sono tutti lontani dai cliché del genere e ben caratterizzati: sono in tutto umani, il Principe Amrod in primis, dunque fallibili e spesso tesi tra emozione e ragione. Non di rado i pensieri e i comportamenti dei protagonisti sono molto distanti da quelli attribuibili all’eroe classico.

Come già detto per “La Spada, il Cuore, lo Zaffiro”, il distacco dal canone fantasy oggi comunemente inteso è notevole e alcuni “puristi” potrebbero storcere il naso, ma le trame convincono. Inoltre, pur non essendo il fantastico in sé il fulcro della narrazione (come oggi accade per tanti altri nuovi fantasy di successo), l’ambientazione e le atmosfere sono convincenti e riescono egregiamente a portare il lettore in un mondo diverso, il che dovrebbe soddisfare quasi ogni appassionato del genere.

Passando allo stile, Antonella Mecenero ha una scrittura scorrevole ma strutturata, con un registro sempre fedele all’ambientazione, che aiuta ancor di più il lettore nell’immersione. Ogni autore è ovviamente influenzato dalle sue letture e la passione della Mecenero per Doyle, Verne e Salgari traspare, non tanto nella strutturazione della frase quanto nell’approccio puntuale alla descrizione e nella continuità del racconto dell’azione, che fanno sì che il lettore abbia sempre immagini chiare degli eventi.

In conclusione, abbiamo storie diverse legate da un filo conduttore talmente tanto forte da poter a mio avviso dire che se non si tratta di un unico romanzo ci siamo molto vicini. Antonella Mecenero è brava e consiglio a tutti gli amanti del genere la lettura dei suoi racconti, perché ben scritti. Tra gli appassionati del fantasy questi racconti potranno incontrare maggiormente i gusti degli amati delle ambientazioni fantasy non esasperate, un po’ alla “Il Trono di Spade” ma senza gli stessi trionfi di sangue. Se il richiamo all’high fantasy è principalmente colore, sono i personaggi il vero “tesoro magico” dei racconti e le loro storie sanno conquistare.

Scritto da Andrea Guido Silvi

Classe 1981, nato a Rieti, dove il verde non manca e si respira ancora un po’ di magia tra boschi, laghi e santuari. Ha sempre viaggiato molto, sin da ragazzo, alla ricerca dell’incanto di paesaggi diversi ed ha continuato a viaggiare per studio in tre continenti, per lavoro e per passione. Nelle descrizioni delle sue ambientazioni, fantasy e non, c’è infatti poco d’inventato, perché non c’è nulla da aggiungere, se non la giusta storia, alla bellezza del grande nord o delle creste vulcaniche d’isole quasi incontaminate. La magia che non ha potuto vivere direttamente l’ha cercata nella lettura, e ha chiari numi cui ispirarsi: H.P. Lovecraft, E.A. Poe, E. Salgari, C.A. Smith, J.R.R. Tolkien, King, Chambers e Howard.

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