Revival sword and sorcery – “Kull di Valusia” di Robert E. Howard

Dettagli

Titolo: Kull di Valusia

Autore: Robert Ervin Howard

Illustratore: grafica curata da Masa – WritingCoach.it, illustrazione di copertina di Thomas Cole

Traduttore: Gaetano Luigi Staffiliano

Editore: GM.Libri, collana Fantalibiri – Fantaclassica

Pagine: 214 pagine

Prezzo: 16 a volume

Ebook: in lavorazione


Sinossi

Nel testo troviamo il ciclo completo dei racconti di Re Kull nell’edizione curata da Lin Carter, la cui traduzione è stata aggiornata. Il primo racconto con protagonista Kull è stato pubblicato dalla storica rivista Weird Tales nel 1929. Nei tredici racconti che compongono la raccolta, Kull, guerriero impareggiabile proveniente dalla giovane terra di Atlantide, governata da tribù barbare sempre in conflitto, è divenuto Re del già millenario Regno di Valusia dopo averne assassinato l’ingiusto tiranno: affronta intrighi di palazzo e antichissime minacce arcane, sempre combattuto tra gli obblighi della corona e la sua natura barbara.


Commento

Il personaggio di Conan di Howard è ben più che noto al pubblico: con Conan è nato il genere Sword and Sorcery; ha ispirato film, cartoni e fumetti; ha dato vita allo stereotipo del guerriero barbaro di giochi da tavolo e di ruolo… Kull è meno famoso ma, sostengono molti, senza l’atlantideo Kull non sarebbe nato il cimmero Conan. Nello scrivere questa recensione ho deciso di avvalermi del personaggio di Conan per far meglio comprendere quello di Kull. Per chi non conoscesse Conan (è realmente possibile?) non darò alcun passaggio per scontato, cercando di dare comunque un quadro chiaro anche del più famoso antieroe del fantasy.

Kull non è Conan: è un personaggio differente, indubbiamente originale, che si muove in un mondo diverso da quello del cimmero. Per alcuni aspetti potremmo anche dire che Kull è più in linea con la produzione fantasy contemporanea. Kull è stato creato prima di Conan ma i due hanno convissuto nella creatività di Howard e si sono anche “scambiati alcuni racconti”, certamente almeno uno, inizialmente pensato per Kull e poi riadattato per Conan.

Partendo dall’ambientazione fanta-storica, che è sempre quella d’un lontanissimo passato precedente alla storia ed al mito, Kull procede Conan anche nella finzione: di qualche migliaio di anni. Forse già nella scelta di Howard di ambientare Conan in un periodo successivo si può leggere la riconoscenza dell’autore nei confronti del personaggio di Kull, di cui il barbaro cimmero diviene per diversi aspetti l’erede. La differenza più importante da un punto di vista dell’ambientazione è che mentre Conan vive le sue avventure più famose e apprezzate per lo più girovagando per il mondo, divenendo Re di Aquilonia nei racconti forse meno amati dal pubblico e nell’unico romanzo che lo vede protagonista, non accolto entusiasticamente dalla critica, Kull viene presentato al lettore come Re di Valusia dopo un solo racconto breve. Per questo si parla anche di “ciclo di Re Kull”.

La scelta dell’ambientazione caratterizza sempre il personaggio, per cui se Conan è indubbiamente un guerriero barbaro, libero ed istintivo, che vive innumerevoli avventure di spada e magia e incontra tanti amori, Kull è un sovrano, che si muove tra le mura di palazzi dorati, affrontando nemici sovrannaturali che hanno parte in intrighi per fargli perdere la corona e magari la testa con essa.

Quando Conan indossa la corona di Aquilonia, a mio avviso, la sua distanza da Kull s’affievolisce quasi al punto di sparire, ma i racconti che vedono il cimmero come pirata, mercenario assassino, scritti successivamente benché il protagonista fosse più giovane, cristallizzano la differenza tra i due. Kull un tempo è stato un fiero guerriero barbaro assolutamente libero, Kull è stato Conan, ma il lettore lo conosce solo quando, seguendo il suo destino, è diventato Re.

Il cimmero sembra dunque rimane fedele a se stesso, genuino, fiero e selvaggio, mentre l’atlantideo è sempre combattuto. Kull aveva desiderato diventare Re e diventatolo scopre che le sue origini barbare non lo faranno mai accettare pienamente dai suoi sudditi, pur prodigandosi per essere un buon sovrano, e che la sua mentalità non si confà ai costumi dei palazzi reali. È costretto al compromesso e alla politica, anche se è sempre la sua natura barbara a salvarlo.

Ne consegue che il pirata e mercenario Conan, sebbene con una sua morale, resta per la società un criminale tanto famoso quanto famigerato, incarnando per primo l’archetipo dell’antieroe protagonista del genere Sword and Sorcery; invece Kull, che in almeno un paio di racconti ha a cuore il desiderio di sposarsi di amanti ostacolati dai genitori, e vive avventure che non si allontanano mai troppo dai palazzi del potere, è, nonostante il suo spirito di barbaro, un eroe fantasy classico anche più profondo della media.

Conan ha una morale totalmente aliena al “mondo civile”: non difende i deboli, anzi resta un approfittatore che si prende ciò che vuole. Kull è un eroe perché mostra umanità, sin dal primo racconto, e, semplificando, si trova sempre a difesa del debole. Alle volte Kull risulta più giusto dei “civili” che lo circondano secondo i canoni morali di quegli stessi “civili”. Inoltre, senza voler “spoilerare” nulla, Kull è umano anche nel senso di fallibile.

Un velocissimo accenno allo stile prima di concludere: si apprezza appieno il classico Howard, con descrizioni evocative mai pedanti ed azione veloce.

In conclusione, Kull è un personaggio di cui emergono alcune contraddizioni: queste contraddizioni minarono forse a suo tempo la forza del personaggio, di cui Conan diviene l’erede perché Howard imparò “dai suoi errori”, dando ai lettori qualcosa di nuovo e mai letto prima, ma sono oggi un punto di forza importante per Kull che, come scrivevo sopra, risulta più in linea coi i gusti attuali. È una fortuna poter conoscere un personaggio originale che abbiamo rischiato di perdere (molti racconti di Kull sono stati pubblicati postumi). Lo consiglio a tutti gli amanti del fantasy e dello sword and sorcery, perché stimolante pure per i più fanatici di entrambi i generi. Penso inoltre che sia un’ottima lettura anche per il pubblico più giovane, che magari si affaccia al genere per la prima volta.

 

 

Scritto da Andrea Guido Silvi

Classe 1981, nato a Rieti, dove il verde non manca e si respira ancora un po’ di magia tra boschi, laghi e santuari. Ha sempre viaggiato molto, sin da ragazzo, alla ricerca dell’incanto di paesaggi diversi ed ha continuato a viaggiare per studio in tre continenti, per lavoro e per passione. Nelle descrizioni delle sue ambientazioni, fantasy e non, c’è infatti poco d’inventato, perché non c’è nulla da aggiungere, se non la giusta storia, alla bellezza del grande nord o delle creste vulcaniche d’isole quasi incontaminate. La magia che non ha potuto vivere direttamente l’ha cercata nella lettura, e ha chiari numi cui ispirarsi: H.P. Lovecraft, E.A. Poe, E. Salgari, C.A. Smith, J.R.R. Tolkien, King, Chambers e Howard.

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