I miti del tubo – The Lighthouse

Ben ritrovati. Oggi parleremo di The Lighthouse, un film thriller psicologico horror del 2019 diretto da Robert Eggers (noto per il notevole The Witch), scritto da questi e da Max Eggers, con protagonisti Robert Pattinson nel ruolo di Thomas Howard e Willem Dafoe in quello di Thomas Wake. È stato presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del 72º Festival di Cannes.

Il film è stato ampiamente apprezzato dalla critica. Ha ottenuto numerose candidature e alcuni premi presso diversi festival, soprattutto per la fotografia e a Willem Dafoe come miglior attore non protagonista.

Il film – girato in 35 mm in bianco e nero – narra la storia di due guardiani di un faro che, a causa dell’isolamento, dei sensi di colpa e dell’alcolismo, iniziano a impazzire e ad autodistruggersi, anche in relazione al mistero contenuto all’interno del faro stesso.

Passiamo ora a spiegare la trama del film e a dare un’interpretazione degli eventi che avvengono.

In questo articolo farò molti spoiler sul film, quindi sei avvisato.

The Lighthouse – La trama

A giudicare dall’ambientazione, ci troviamo a fine Ottocento.

Il giovane Ephraim Winslow e il suo capo, Thomas Wake, per un mese saranno i soli abitanti di un isolotto al largo del New England, dove dovranno prendersi cura del faro.

Wake è un vecchio sciancato burbero ed esigente che si è ritirato dalla navigazione per dedicarsi alla cura del faro.

Tom lo fa lavorare duramente beffandosi della sua inesperienza. Gli proibisce inoltre di salire alla lanterna del faro: esige di gestirlo soltanto lui, e il giovane nota che si spoglia quando è in presenza della luce.

Nell’imbottitura del suo materasso, Ephraim trova una statuetta di una sirena. Una notte, mentre cammina sulla spiaggia, il giovane vede o crede di vedere il corpo di una sirena, che un attimo dopo diventa quello di un uomo.

I rapporti tra i due sono molto tesi, al di là di qualche raro momento di convivialità perlopiù dovuto alle abbondanti bevute. Il giovane non vuole aprirsi con l’esigente superiore, il cui secondo è morto in precedenza. Apparentemente questi era impazzito dopo avere visto sirene e tritoni ed era convinto che il faro abbia un valore mistico, che Sant’Elmo in persona vi abbia scagliato dentro il suo fuoco. Inoltre il vecchio si raccomanda che l’altro non uccida gli uccelli, siccome porta sfortuna: a suo dire contengono le anime dei marinai morti.

La convivenza si fa sempre più difficile, con il vecchio che lo tiranneggia di continuo con la minaccia di ridurgli la paga e rivolgendosi a lui come “cane”.

Salendo sul faro una notte Ephraim sente il vecchio in estasi davanti alla lanterna e poi scorge un gigantesco tentacolo.

Esasperato dal gabbiano orbo che da giorni lo tormenta, Ephraim lo uccide brutalmente. Il vento cambia repentinamente, segno che sta per abbattersi una tempesta.

Mentre svolge i suoi doveri Ephraim trova di nuovo il corpo della sirena: questa si rianima e gli grida con il verso di un gabbiano.

Si scatena una forte tempesta e la nave destinata a recuperarli non si presenta. L’umidità rovina le provviste e si presenta l’eventualità di doverle razionare. Solo che, stando a Thomas, la nave l’hanno già persa da settimane, non da un giorno, e hanno da tempo preso a ridurre i viveri.

Tom tratta Ephraim come un pazzo e gli dice che dovrebbe conoscere il suo destino.

Il vecchio lo porta fuori a scavare ed estraggono dal terreno una scorta di bottiglie di alcolici.

Da un litigio per ragioni futili il vecchio si adira ed evoca Nettuno affinché soffochi e annienti Winslow con la forza del mare. Successivamente Ephraim tenta di rubare la chiave del faro al guardiano mentre dorme, ma è colto dal desiderio di tagliargli la gola, non riuscendoci siccome questi si sveglia.

Tra stress, fatica fisica, maltempo, isolamento forzato e alcolismo, Winslow inizia a manifestare segni di isteria. Ephraim recupera dalle onde la testa di un uomo senza un occhio, e distrugge la statuetta della sirena con la quale quale si dava piacere.

Mentre sono ubriachi iniziano a parlare. Il vecchio fornisce storie differenti sul perché abbia smesso di navigare. Ephraim rivela che, quando faceva il taglialegna in Canada, il suo superiore lo maltrattava chiamandolo “cane”. Il suo vero nome – come apprendiamo – è Thomas Howard, e ha assunto il nome del suo superiore, Ephraim WInslow, per rifarsi una vita dopo averlo lasciato morire nel corso di un incidente.

Esasperato, Tomy prova a scappare con la scialuppa ma il vecchio la distrugge. Poi lo insegue tentando di ucciderlo con un’ascia. Il guardiano minaccia di fare rapporto all’ispettore, ma Tommy ribatte che sarà lui a denunciarlo, siccome ha ritrovato la testa senza un occhio del suo secondo, che evidentemente Thomas ha ucciso.

Il guardiano però lo accusa di essere pazzo siccome è Tommy che ha distrutto la scialuppa e lo ha inseguito per ucciderlo (gesto che lo spettatore ha visto compiere invece al vecchio Thomas).Sempre più esauriti, i due iniziano a bere trementina mista a miele e ad abbandonarsi a scenate isteriche. Il giorno dopo la casa è allagata. In giro Tommy trova il diario del vecchio, e scopre che il guardiano intende licenziarlo senza paga.

Ne nasce un alterco durante il quale Tommy ha delle allucinazioni e vede il vecchio a tratti come Winslow, a tratti come la sirenetta e poi come Nettuno ricoperto di tentacoli.

Al termine della lotta Tommy porta Thomas fuori a quattro zampe come un cane e lo getta in una buca, iniziando a riempirla di terra. Questi gli augura “un fato da Prometeo”:
Dopo averlo seppellito vivo gli sottrae la chiave e sale verso la lanterna del faro.

Il vecchio però lo raggiunge gridando che la luce appartiene a lui e lo ferisce con l’ascia. Tommy gli spacca la testa con l’accetta e riprende a ubriacarsi con il cherosene.

Completamente imbrattato di sangue, sale fino alla cupola del faro e apre la serratura con la chiave. Una volta giungo davanti alla lente di Fresnel, questa si apre da sola.
Tommy rimane interdetto a fissarne il contenuto. Ne tocca l’interno, avvertiamo un rumore come una vibrazione e vediamo una luce interna sprigionarsi. Tommy viene investito da un terrore o da una consapevolezza che non può sopportare.

Lancia un prolungato grido distorto, disumano, con tutti i lineamenti del volto contorti dalla sofferenza e dalla paura inconcepibile.

Infine cade dall’apertura e rotola giù per l’intera lunghezza delle scale del faro.

La mattina dopo, quando sorge il sole, vediamo Tommy, nudo e ferito, riverso sulla spiaggia e senza un occhio, mentre i gabbiani si nutrono delle sue viscere.

The Lighthouse – Spiegazione e interpretazione

Il film nasce come tentativo del fratello del regista di adattare un racconto incompiuto di Edgar Allan Poe, Il Faro. Il risultato comunque è del tutto diverso dall’opera di partenza.

Nell’opera originale il protagonista è un unico uomo che cerca la solitudine per poter scrivere il proprio romanzo. Oltre a Poe altre ispirazioni provengono da diversi autori di opere marittime, come Herman Melville, Sarah Orne Jewett, Samuel Taylor Coleridge, Robert Louis Stevenson.
Un’altra ispirazione, stando a Eggers, proviene da un incidente nel XIX secolo nel Galles che interessò due guardiani di un faro, chiamati anch’essi Thomas, che ha dato origine a un film britannico del 2106 intitolato anch’esso The Lighthouse.

Per alcuni aspetti il film si addentra nei canoni della mitologia lovecraftiana, in primis per il simbolismo del mare – che può celare qualsiasi orrore sconosciuto alla ragione umana, per l’incapacità di distinguere la realtà dai sogni (i personaggi non capiscono più quanto tempo sta passando) e per la presenza di fenomeni soprannaturali che spingono i personaggi tra i gorghi della follia.

Tuttavia tali fenomeni sono a un livello più accennato, al punto che tutti i fatti orrorifici potrebbero essere spiegati con la follia provocata dall’esaurimento nervoso dei protagonisti.Inizialmente Tommy è sobrio ma il guardiano gli impone di bere alcolici. Subito dopo risulta che l’acqua dell’isola e contaminata, e da quel punto in poi i due non fanno altro che ubriacarsi, lasciando libero sfogo all’aggressività e all’isteria.
Mentre in Lovecraft gli alcolici servono a sopprimere le verità che la mente non può accettare, qui sono la chiave che abbatte le inibizioni, spinge a rivelare i propri segreti e apre la porta ai fenomeni più irrazionali.

A livello visivo il film attinge considerevolmente dall’espressionismo tedesco (notare le scale del faro, inquadrate in modo da sembrare contorte e vertiginose).

All’interno del film vengono menzionati vari elementi della mitologia classica e del folklore marinaresco. Vengono nominati Prometeo (anche se qui è assente il concetto di condivisione della conoscenza degli umani), Davy Jones e le classiche superstizioni dei marinai.

Il tema dell’accesso alla conoscenza proibita (la lanterna del faro) ricorda appunto il fuoco che Zeus tiene per sé e Prometeo si impegna a raggiungere. Tommy, nel finale del film, appare martoriato dagli uccelli che si nutrono delle sue carni, proprio come veniva torturato Prometeo, il cui fegato ricresceva e pertanto era destinato a soffrire in eterno.

Altre ispirazioni visive, debitrici sempre a Prometeo, si trovano nell’incisione di Rockwell Kent Prometheus (1930), che è stato anche un illustratore di Moby Dick dello stesso anno.

Tra il vecchio e il giovane si sviluppa un rapporto simil padre e figlio basato sull’odio ma anche sul desiderio di approvazione.

Ci sono vari elementi che portano a pensare che i due personaggi del film siano in realtà due forme dello stesso soggetto e che tutto il mondo tratteggiato sia una qualche sorta di ambiente metafisico.

Innanzitutto, entrambi gli uomini si chiamano Thomas. Ephraim rivela che il suo superiore di un tempo lo tiranneggiava chiamandolo “cane”, proprio come fa Thomas con Tommy.
Il giovane e il vecchio hanno entrambi problemi a una gamba a un certo punto del film, e l’anziano cambia più volte versione sulla propria storia, portandoci a chiederci se fosse davvero un marinaio.
Tommy, nel finale del film, è senza un occhio, proprio come l’assistente del guardiano del faro che questi ha ucciso.

In varie occasioni Tom ed Ephraim si rivolgono affermazioni e accuse che li ritraggono in maniera speculare. Thomas incolpa il collega di avere distrutto la barca e di averlo aggredito, gesti che invece ha compiuto lui (da quanto ci è dato di vedere).

Entrambi inoltre hanno commesso un delitto, che potrebbe essere la stessa colpa sotto due aspetti diversi.

In una scena il vecchio Tom, come a confondere l’interlocutore, menziona la possibilità che lui e tutto quel luogo potrebbero essere un frammento della immaginazione di Tommy.
In più occasioni il vecchio si riferisce al giovane come un bugiardo che inganna se stesso. Il vecchio inizia ad aggredire Tommy non appena “sputa il rospo”, come se quel momento fosse catartico per entrambi. Il vecchio Thomas è un individuo lercio, prepotente, altezzoso, puzza come se fosse andato a male, e questo potrebbe indicare che è la parte più corrotta del giovane Thomas.Mentre combatte con Thomas, Tommy lo vede con l’aspetto dell’uomo che ha ucciso, Winslow, come a confermare che l’altro sia una personificazione nata per punirlo per le sue colpe.

Anche il gabbiano che tormenta Tommy sembra farlo in maniera molto, troppo insistente, come se sia motivato da autentico odio nei suoi confronti.

Se prendiamo per buona l’idea che Thomas e Tommy siano la stessa persona, allora nel gabbiano potrebbe trovarsi l’anima di colui che ha ucciso – il secondo oppure il vero Winslow – che lo tormenta appunto per punirlo.

Questo, in termini metafisici, potrebbe portare a pensare che Tommy sia la versione attorno alla quale tutto il mondo del film è stato costruito. Il vecchio Thomas fa di cognome Wake, come a dire che rappresenta “il risveglio”, la presa di coscienza dell’altro della propria identità e colui che appunto può accedere alla conoscenza del faro.

Passiamo alla natura segreta del contenuto del faro, che lo spettatore non ha modo di accertare.

A seconda del senso che si intende fare al film, potrebbe trattarsi di una inconcepibile verità cosmica che una mente umana non può realizzare, in stile Miti di Cthulhu; oppure della realizzazione della verità sullo stato metafisico della storia che abbiamo spiegato sopra, e che distrugge le ultime convinzioni umane del protagonista.

Oppure, cosa ancora più terribile di tutti, potrebbe trattarsi semplicemente di un comune interno di un faro, al che ne deriva che tutte le sofferenze, le allucinazioni e gli omicidi compiuti da Tommy non sono serviti a rivelare assolutamente niente di prezioso.

Le risposte, proprio in linea con la filosofia di Lovecraft, sono pericolose e finiscono per annientare la mente di coloro che le ottengono.

Un’altra interpretazione del film può essere quella sessuale. C’è un rapporto ambivalente di attrazione e di odio tra i due personaggi, un’alternanza di libido e di tendenza all’autodistruzione che coesistono nell’animo umano.
Il faro può essere visto come un’analogia fallica, e i due uomini al culmine dell’alcolismo si abbracciano con fare omoerotico.

Winslow in uno stato di delirio si da piacere con la statuetta della sirena ripensando a quella che ha, o crede di avere, visto. Il mare però entra prepotentemente in queste visioni, soffocando e annichilendo l’uomo e sommergendolo con la propria grandezza e con gli orrori tentacoluti che gli appartengono. La sirena inoltre ha dei genitali da squalo che terrorizzano Tommy, suportando un’idea di desiderio e di rifiuto della donna che trova appagamento nel rapporto tra i due uomini, per quanto tossico e basato sulla prevaricazione.
La luce inoltre viene chiamata dal vecchio come “lei”: come la donna è assente nel film ma presente solo come visione della sirena, anche questa è anelata dal protagonista ma tenutagli lontana dal guardiano, che guarda caso riappare nella mente del giovane sostituendo l’immagine della sirena ogni volta che sta per raggiungere l’amplesso.

Mentre combatte con Thomas, Tommy lo vede a tratti come la sirena con cui può accoppiarsi, subito dopo come il vecchio Proteo ricoperto di conchiglie da cui si diramano i tentacoli che lo soffocano.
Nella mitologia greca, Proteo è un dio dei mari e dei fiumi in grado di cambiare forma, il che potrebbe riallacciarsi ai vari aspetti che assume la forma di Thomas, forse con correlazione diretta alla luce del faro.

E con questo, credo di avere riepilogato tutto ciò che sono giunto a conoscere sul film.

Mi interessa la tua opinione: ricordati di lasciarmi un commento, noi ci vediamo alla prossima.

Scritto da Ilario Gobbi

Amante (non ricambiato) della SEO, copywriter compulsivo, credo che la scrittura di qualità possa essere un modo per rendere il web un luogo migliore. Su www.ilariogobbi.it trovi guide e approfondimenti su SEO e copywriting. Per il canale Youtube I Miti del Tubo, realizzo approfondimenti divulgativi sui mondi letterari creati da Howard Phillips Lovecraft e dai suoi colleghi scrittori.

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