“Racconti Macabri dei Mari del Nord” di Jonas Lie

Racconti Macabri dei mari del Nord

Dettagli

Titolo: Racconti Macabri dei Mari del Nord

Autore: Jonas Lie

Illustratore: copertina di Theodor Kittelsen, illustrazioni interne di Laurence Housman

Traduttore: Bernardo Chicchetti

Editore: Edizioni Dagon Press, collana I Classici del Weird

Pagine: 185 pagine

Prezzo: 15,50 (13,45 attualmente in sconto su Amazon)


Sinossi

Per la prima volta in Italia possiamo leggere, a ben più di un secolo dalla scomparsa dell’autore, l’intera antologia di racconti che il norvegese Jonas Lie ha dedicato alle figure del folklore della sua terra natia. Sul fondo dei fiordi circondati da scogliere coronate da foreste, o tra gli ammassi di alghe che si seccano al sole sulle spiagge, tra le onde del mare in burrasca o nelle distese innevate battute da venti maligni, si celano stregoni, non-morti, gnomi e giganti. Undici racconti, tutti certamente inquietanti, fanno conoscere alcune creature incantate dell’estremo nord dell’Europa, che hanno menti incomprensibili per gli uomini e fini sempre per noi oscuri.


Commento

Jonas Lie (1833-1908) è uno dei maestri della letteratura norvegese: lavorò come giornalista, scrisse poesie e romanzi e viaggiò per tutta l’Europa, approdando anche in Italia. Come riportato nella breve postfazione di Bernardo Chicchetti, che ha tradotto l’opera dall’edizione inglese “Weird Tales from the Northern Seas” del 1893, Lie ebbe molto cari alcuni aspetti delle credenze della sua gente, tra cui l’accettazione del sovrannaturale come realtà con cui doversi confrontare giornalmente.

Di questa interessantissima raccolta era comparso precedentemente in Italia solo un racconto, il primo nel testo, inserito dalla Salani ne “Il Libro delle Storie di Fantasmi” (1990). La pubblicazione tra delle ghost stories è azzeccata per questo racconto e per alcuni altri in questa antologia dal taglio favolistico, che ha nelle atmosfere arcane e nel timore dell’ignoto e incomprensibile uno dei suoi fili conduttori.

Racconti Macabri dei Mari del Nord

Ma è appunto l’accettazione del sovrannaturale che accomuna tutti gli undici racconti dell’antologia: i protagonisti umani sanno che i draug, gli spettri che nella mitologia norrena infestano mari e coste maledicendo i naviganti, si possono realmente incontrare; gli gnomi che governano il mondo sotterraneo possono non farsi vedere, ma hanno una loro flotta e fanno i loro commerci; gli stregoni Gan del nord possono controllare i venti, ed è possibile pagare per un vento propizio. Tra mari in tempesta e bufere di neve, sovrannaturale e naturale infine si fondono, l’inspiegabile viene accettato come tale, con timore. I territori in cui gli uomini possono muoversi tenendo sempre a riferimento i loro sensi e la loro logica, e anche la loro stessa morale, hanno confini prestabiliti, che si possono oltrepassare se si osa troppo o non si ascoltano gli avvertimenti della tradizione, con i rischi che ne conseguono.

Con una simile ambientazione, lo stile che si rifà alla favola è quello giusto per immergere il lettore nelle credenze norvegesi del tardo ‘800, un contesto in cui si parlava ai bambini dei draug come noi in Italia parliamo del lupo cattivo nel bosco. I racconti di questa antologia non sono però favole come le intendiamo noi, spesso non hanno un finale felice e, laddove c’è una morale, quasi mai è immediata da comprendere. Non sono dunque pensati per ragazzi: sono fiabe nere e oniriche che, sebbene non tutte propriamente macabre come suggerisce il titolo, risultano di grande atmosfera.

Contribuiscono all’atmosfera anche le belle illustrazioni di Laurence Housman, una per ogni racconto, e la scelta d’inserirle conferma la cura già vista in altre pubblicazioni di Dagon Press.

In conclusione, con i “Racconti Macabri dei Mari del Nord” abbiamo dei classici di genere perduti, recuperati da Dagon Press in una pubblicazione curata. Il libro è a mio avviso consigliatissimo per tutti gli appassionati del weird, delle fiabe nere e delle storie di fantasmi, ed è imperdibile per chi tra questi ami il mare d’inverno.

 

Scritto da Andrea Guido Silvi

Classe 1981, nato a Rieti, dove il verde non manca e si respira ancora un po’ di magia tra boschi, laghi e santuari. Ha sempre viaggiato molto, sin da ragazzo, alla ricerca dell’incanto di paesaggi diversi ed ha continuato a viaggiare per studio in tre continenti, per lavoro e per passione. Nelle descrizioni delle sue ambientazioni, fantasy e non, c’è infatti poco d’inventato, perché non c’è nulla da aggiungere, se non la giusta storia, alla bellezza del grande nord o delle creste vulcaniche d’isole quasi incontaminate. La magia che non ha potuto vivere direttamente l’ha cercata nella lettura, e ha chiari numi cui ispirarsi: H.P. Lovecraft, E.A. Poe, E. Salgari, C.A. Smith, J.R.R. Tolkien, King, Chambers e Howard.

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