Recensioni: “I trionfi del Vuoto – La nuova alba” di Masa


Dettagli

Titolo: “I trionfi del Vuoto – La nuova alba”

Autore: Masa

Collana: Zenobia

Editore: Acheron Books

Pagine: 450

Data d’uscita: dicembre 2020

Prezzo: Euro 15,00


Sinossi

Nel romanzo d’esordio di Masa, troviamo tutti gli elementi di un high fantasy rivisti e riammodernati. Il lettore incontrerà ciclopi che si scoprono validi studenti d’arti magiche, fauni maestri di navigazione, felini antropomorfi guerrieri e vittorie alate dedite al furto. Grazie alla riproposizione in nuovi ruoli e vesti di diversi stereotipi del fantastico, viene creata un’ambientazione originale e intrigante sia per il lettore alle prime armi con il genere che per il veterano, che sarà certamente divertito dalle trovate dell’autore. Una trama ben strutturata, ricca di azione, regala un coinvolgimento duraturo e crescente che rapisce fino ad un finale inaspettato.


Commento

L’autore de “I Trionfi del Vuoto – Una Nuova Alba”, è un tecnico del settore, fondatore di WritingCoach.it e tutor del corso di Alta Formazione “Il Piacere della Scrittura” dell’Università Cattolica di Milano, oltre che curatore di collane, editor e infine pure libraio. Inoltre, confessa lo stesso Masa nei lunghi ringraziamenti a fine opera, questo è un romanzo su cui ha lavorato per anni. Con queste premesse, già dovrebbe apparir chiaro quanto questo esordio sia degno d’interesse. La cura dell’autore è evidente, soprattutto nella trama e nell’intreccio, e questa cura è quella che può fare ad oggi la differenza tra “I Trionfi del Vuoto – Una Nuova Alba” e l’ennesimo fantasy lanciato (forse a volte buttato…) sul mercato. Masa è un autore che studia, pratica e si aggiorna, e si vede.

Passando alla trama senza spoiler, assistiamo al rincorrersi ed intrecciarsi delle vicende dei diversi personaggi, vissute dai loro punti vista. Abbiamo quattro personaggi principali, per ognuno dei quali una carta d’uno speciale mazzo di tarocchi pare già aver sancito il destino: l’Erudito, un ciclope diverso dagli altri che si dedica allo studio delle arti arcane; la Reietta, una ladra alata emarginata dalla sua società; il Maledetto, un fauno ex-capitano di nave costretto sulla terraferma; il Condottiero, che ha perso in suoi uomini in battaglia e cerca riscatto. Nel loro mondo, la Quinta luna, la magia antica è ormai debole e c’è chi vorrebbe farla tornare potente. Senza sapere quanto di quello che accadrà è già previsto ed inevitabile, i protagonisti, umani e fallibili e per questo interessanti e capaci di mantenere l’attenzione e la simpatia del lettore, avranno un ruolo negli eventi che decideranno della salvezza o della rovina d’un intero continente.

Il finale è inatteso, ma la rivelazione che rapisce nella lettura degli ultimi capitoli arriva al momento giusto, senza stonare e lasciando anzi il lettore con l’impressione che sì “forse non poteva essere diversamente”. Tutto il “gioco” dell’autore è fatto di dettagli che potrebbero mettere sulla giusta strada in anticipo, ma che sono nascosti e dissimulati. A tratti si fa fatica a ricostruire il quadro complessivo della vicenda, ma fosse stato diversamente la tempistica del finale non sarebbe stata corretta come invece appare.

Dal punto di vista dello stile, l’impressione che si ha leggendo già le prime pagine del testo è che si sia di fronte a qualcosa di fresco e dinamico: si ha subito tensione e azione, in un quadro dove però le tinte drammatiche fanno solo il loro lavoro, senza divenire padrone e gravare il testo. L’autore vuole che siano gli eventi a guidare chi legge, perciò utilizza descrizioni per la maggior parte essenziali, talvolta con il rischio d’aver tagliato un po’ troppo. Solo nei rari momenti in cui la trama lo consente, durante i quali il lettore partecipa dell’introspezione dei personaggi concedendosi una breve pausa dall’azione, le descrizioni si fanno più dettagliate. Anche il registro è funzionale allo scopo.

Interessante la trovata dell’uso dei dialetti e di nomi presi da località italiane per caratterizzare i personaggi: in fin dei conti, perché doversi inventare una lingua nuova per un’intera razza quando per dare la giusta idea al lettore ci si può appoggiare a terminologie e assonanze a lui già note. L’effetto finale è ben riuscito e solo rarissime cadute nel volgare, anche se messe in bocca ai personaggi nel momento giusto, potrebbero far storcere il naso pensando ad un pubblico più giovane.

In conclusione, “I Trionfi del Vuoto – Una Nuova Alba” è un fantasy della nuova generazione che può soddisfare i neofiti del fantastico quanto i fantasy-nerd più addicted. Chi ama descrizioni dettagliate non le troverà, ma chi cerca l’azione coinvolgente e personaggi con cui poter empatizzare sarà ben soddisfatto. Ne consiglio la lettura, che saprà regalare alcune immagini memorabili, perché si tratta d’un romanzo di qualità.


 

Scritto da

Classe 1981, nato a Rieti, dove il verde non manca e si respira ancora un po’ di magia tra boschi, laghi e santuari. Ha sempre viaggiato molto, sin da ragazzo, alla ricerca dell’incanto di paesaggi diversi ed ha continuato a viaggiare per studio in tre continenti, per lavoro e per passione. Nelle descrizioni delle sue ambientazioni, fantasy e non, c’è infatti poco d’inventato, perché non c’è nulla da aggiungere, se non la giusta storia, alla bellezza del grande nord o delle creste vulcaniche d’isole quasi incontaminate. La magia che non ha potuto vivere direttamente l’ha cercata nella lettura, e ha chiari numi cui ispirarsi: H.P. Lovecraft, E.A. Poe, E. Salgari, C.A. Smith, J.R.R. Tolkien, King, Chambers e Howard.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: