Recensione: Hellblade Senua’s Sacrifice

STORIA

Senua, guerriera pitta, sta per attraversare l’Helheim (regno dei morti nella mitologia norrena) per chiedere alla Dea Hela di riportare in vita l’amato Dillion, morto in una incursione dei vichinghi, e di cui porta con sè la testa. Particolare ancora più agghiacciante è che la giovane Senua sia affetta da una grave psicosi che le rende difficile distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è.

I Ninja Theory con questa opera videoludica hanno voluto affrontare un tema scottante con grande eleganza e rispetto: la psicosi, tema mai visto nell’industria videoludica.

Mescolando mitologia norrena e numerosi studi e sessioni con esperti di psicologia, psicanalisi e psichiatria Tameem Antoniades e i suoi ragazzi sono riusciti a immergere noi videogiocatori in un incubo estremamente reale e poco conosciuto.

Da provare sulla propria pelle.

MECCANICHE DI GIOCO

Tutto è al servizio della storia.

I rompicapo ambientali? Sono un concentrato di simboli e rimandi alle ossessioni del gioco e della sua protagonista e hanno un ruolo ausiliario nello sviluppare i temi portanti dell’opera dei Ninja Theory.

Tutto è al servizio della storia.

Gli scontri all’arma bianca? Come il buon Jung insegna la nostra Senua combatte i propri demoni interiori (Ombra) e dovrà affrontarli a fil di spada (simbolo di intelligenza e volontà).

COMPARTO TECNICO E SONORO

I Ninja Theory si affidano all’Unreal Engine 4 ed è una gioia per gli occhi continua sotto tutti i punti di vista.

A far cadere la mascella però non è il gioco di luci e ombre, o gli effetti particellari o la qualità delle texture bensì il comparto artistico qui più prepotente che mai, coadiuvato da una colonna sonora in perfetta linea con il viaggio di Senua.

COMMENTO FINALE

Hellblade Senua’s Sacrifice è tra i titoli più sorprendenti e narrativamente più ricchi di questa generazione. Certo la giocabilità ne risente un poco, ma ne vale davvero la pena. Se volete qualcosa di più immediato e ignorante recuperatevi Bloodforge.

Da comprare ad occhi chiusi!

Hellblade Senua’s Sacrifice sin dal suo annuncio attirò l’interesse di un folto numero di persone essendo un titolo sviluppato indipendentemente da Ninja Theory, piccola casa di sviluppo inglese ricca di talentuosi artisti e designer di tutto il mondo, i quali avevano stupito l’industria e i videogiocatori già con Heavenly Sword, Enslaved: Odyssey to the West e il tanto criticato DmC Devil May Cry.

Ma questo Hellblade è il vero punto di svolta per questi sviluppatori che hanno dimostrato come si possano realizzare grandi videogiochi anche nel mondo degli indipendenti, in una generazione priva di idee e dannatamente ripetitiva e chiusa in se stessa.

A testimoniare questo loro percorso di crescita i Ninja Theory hanno avuto la splendida idea di creare una serie di videodiari con lo scopo di mettere a nudo tutte le piccole fatiche quotidiane necessarie per vincere questa folle scommessa chiamata Hellblade. Di tutti questi il mio preferito rimane senz’ombra di dubbio il 25esimo, non solo perché Melina Juergens è gnocca e simpatica, ma perché ha vissuto una storia unica proprio grazie ad un videogioco ed ora è una persona completamente diversa e migliore. Un esempio da seguire!

Insomma tanta roba!

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