Recensioni: “Memorie di un colonnello di soldatini” di Alessandro Forlani

Dettagli

 

Titolo: Memorie di un colonnello di soldatini

Autore: Alessandro Forlani

Editore: autoprodotto

Illustratore: Martina Biondini

Pagine: 145

Prezzo: Euro 9,90 (cartaceo), 2,90 (ebook)

 

 

Sinossi

Memorie di un colonnello di soldatini è un testo molto particolare, che spazia dalla fantascienza speculativa, al weird, alla satira. È ambientato nel 2027, in un’Italia in cui la dipendenza da smartphone e il culto dell’apparenza hanno trionfato fino a soppiantare la vita reale. Ormai le persone sono così attaccate alla finzione della vita che millantano di vivere sui social che hanno iniziato a viverla: quello che credono gli altri può cambiare la tua realtà. Questo grazie agli inging, professionisti a cui i clienti si rivolgono per creare il racconto delle vite che vogliono vivere. Il mondo reale è una rovina che a nessuno interessa vedere, coperta dalla finzione. In questo contesto Arianna, una inging eccezionale, si trova coinvolta nel piano folle di un professore universitario con l’hobby degli wargames che, a capo di un movimento clandestino, è deciso ad attuare un golpe per salvare il paese e l’intera società. Anche la lotta per il reale ha bisogno d’una brava storyteller… o forse la storyteller ha bisogno di riscoprire il reale… ma cos’è poi il “reale”?

 

 

Commento

Alessandro Forlani trascina il lettore in una storia coinvolgente, che vuole essere una provocazione e che gioca con lui in modi diversi: con la stessa trama, un po’ alla Ubik e fatta d’azione e colpi di scena; con la rappresentazione a volte caricaturale e tragicomica dei protagonisti, iperbole di tendenze e dipendenze attuali; con lo stile che, netto e veloce, mescola immagini e realtà, scombussolando chi legge per farlo meglio immergere in un’esistenza disorientante e volatile.

 

Per quanto riguarda la trama (in sintesi e cercando di evitare gli spoiler) tutte le vicende, e forse la realtà stessa, ruotano intorno ad Arianna, la “inging” che, come abbiamo già accennato, è una storyteller professionista, e vive sia dei pagamenti dei suoi clienti, che la ingaggiano per creare racconti che possano risultare reali per i loro followers, che di quanto i suoi stessi follower credono sia reale per lei. La sua routine viene interrotta dal Prof. Partebuona che, scontento di un mondo in cui anche per aver una laurea basta dirlo sui social, le rivela d’essere un membro apicale di un gruppo che vuole sovvertire l’ordine corrente, per tornare al “vero” reale. Arianna si troverà suo malgrado coinvolta nel piano di Partebuona che, con i suoi complici e schiere di soldatini, vuole marciare su Roma. In un crescendo d’azione e violenza, i personaggi dovranno confrontarsi con il il loro reale personale.  

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L’autore, sebbene non usi una voce narrante, resta sempre bene in vista. Lo stile infatti è studiato per proiettare immagini che si sovrappongano e mescolino a ritmo serrato, talvolta sottoponendo il lettore a un vero bombardamento. Non sempre è facile seguire tutti passaggi, ma l’effetto è voluto: i passaggi non sono da seguire, ma da subire, esattamente come se chi legge fosse lui stesso fagocitato dal turbine di realtà che si sovrappongono in cui vivono i protagonisti. Sono evidenti anche le critiche e gli sfottò dell’autore al mondo attuale e a quello in cui potremmo ritrovarci a vivere tra qualche anno. Memorie di un colonnello di soldatini” è pura narrativa d’accusa, senza prediche, che vuole mostrare i rischi di alcune tendenze attuali e lo fa nel modo più efficace: rendendole protagoniste dell’azione. L’intento satirico, per quanto lampante, è ben ponderato e mai grossolano, facendo sì che l’onirico e il visionario si spingano solo al limite del grottesco, senza involgarirsi. Diverte molto la neolingua dei protagonisti, inglese o, a volte, inglese wanna be con qualche “ing”, da loro utilizzata per condividere sui social quanto stanno facendo o vorrebbero fare nella cronaca costante del loro reale fittizio: #sexing, #strawberring, #countrysiding, #imalone, #ecc

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In conclusione, Memorie di un colonnello di soldatini”, a metà tra un episodio di Black Mirror e una satira dissacrante, potrà a mio avviso intrigare e divertire diversi lettori. È provocatorio sì, ma nel modo più sano e intrattenente possibile. Anche grazie allo stile dell’autore, si rivela un romanzo diverso e stimolante. Le stesse scelte stilistiche però, oltre a parte dei contenuti e ad alcune imprecazioni esplicite (forse anche evitabili), non lo rendono una lettura adatta ai più giovani.

 

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