Recensioni: “I viaggi di Sinbad” di AA. VV.

Dettagli

Titolo: I viaggi di Sindbad

Autore: AA. VV.* a cura di Giorgio Smojver e Alessandro Iascy

Illustratore: copertina e caricature degli autori di Nicolò Rivello, tavole interne di Pietro Rotelli

Editore: Delos Digital,

Collana: Heroic Fantasy Italia

Pagine: 248

Prezzo: 16,00€ (Ebook: 4,99€)

 

Sinossi

Con “I viaggi di Sindbad” abbiamo sette racconti d’avventura di differenti autori con protagonista il famoso marinaio, racchiusi in un’unica trama più alta, che ne collega le vicende ma non ne fa da semplice collante, e aggiunge anzi una trama coinvolgente, che dagli studi di un geografo di corte si snoda tra segreti di palazzo e guerre. Questo fa del libro un’interessante combinazione tra antologia e romanzo. Ritroviamo le atmosfere da “Mille e Una Notte”, tra i cui racconti Sindbad compare la prima volta, e tra mari in tempesta, geni, mostri e bellissime principesse, riconosciamo l’eroe-antieroe che ha ispirato tante opere, ma ne possiamo seguire anche l’evoluzione e la crescita, dalla gioventù alla vecchiaia, fino a scoprire cosa lega le sue avventure con la Scuola di Navigazione di Subrath e la corte del Re. Il tutto è impreziosito da un interessante saggio di Lavinia Scolari, intitolato “Mostri e navigatori dal mondo classico a Le Mille e Una Notte”.

 

Commento

Senza voler troppo rubare all’introduzione di Giorgio Smojver e Alessandro Iascy, e men che meno al saggio di Lavinia Scolari che chiude il libro, credo possa essere utile qualche accenno alle origini del già famosissimo protagonista.

La leggendaria storia di Sindbad il marinaio (o anche Simbad, Sinbad, Sindbād, Sind-bād o Sindibād) pare di origine persiana. Le sue avventure fantastiche si svolgono ai tempi del Califfato abbaside (750-1258 d.C.), tra l’Africa orientale e l’Asia meridionale, probabilmente ispirate, oltre che da collezioni di mirabilia indiani e persiani, dalle credenze dei navigatori nell’Oceano Indiano e dalla rielaborazione dei contenuti di antichi testi romani e greci (e l’Odissea di Omero è sicuramente tra questi).

Con la fortuna d’essere apparso ne “Le Mille e Una Notte”, forse la raccolta di racconti più famosa di sempre, Sinbad ha raggiunto l’immortalità e ispirato almeno una trentina di film e mezza dozzina di serie televisive, e anche diversi videogiochi.

Ciò detto, la prima cosa da dire su “I viaggi di Sindbad” è che non pare scritto per vivere solamente di luce riflessa. L’ambientazione è molto curata e non lascia solo al titolo e alla fama delle “Mille e Una Notte” l’onere di portare il lettore nella magia del Medioriente antico: storia e legenda si mescolano, ritrovando quell’amalgama perfetto che a Sinbad diede i natali.

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Evitando odiosi spoiler per quanto possibile, giusto due parole sulle avventure che vivrà il lettore, utili a dar conto della loro varietà e originalità, autore per autore:

Filo conduttore alla raccolta, di Luigi De Pascalis: Elsiàm, poco più che ragazzo, per fuggire dalla povertà delle strade del Cairo approda nella magnifica città di Subrath dove, divenuto inaspettatamente apprendista del Primo Geografo di corte, Balthasar Polidorìdes, presenterà ai lettori i resoconti dei sette viaggi di Sindbad, a cui inframezzerà la narrazione della sua esperienza delle vicende del Regno, che finiranno per coinvolgerlo direttamente.

Primo viaggio, “Da mercante a marinaio” di Monica Serra: come suggerisce il titolo, il protagonista, seguito da una Marid (un genio del mare), inizia la carriera che gli darà fama, procurandosi una nave e una ciurma per riportare al Sultano la sua bellissima figlia attraverso un mare popolato da mostri giganteschi.

Secondo viaggio, “I mari di occidente” di Giorgio Smojver: su incarico del Gran Visir Giafar, Sindbad dovrà affrontare insieme alla sorella Nur Jan intrighi e sortilegi in una corte lontana, ma avranno al fianco di Rinaldo e Astolfo, gli eroi di Ariosto, che dimostreranno il loro valore affrontando stregonerie e mostri lungo tutto il viaggio.

Terzo viaggio, “La piramide invisibile” di Mauro Longo: partendo da un postribolo sudicio, Sindbad, il Gran Visir Giafar e lo stesso Califfo di Bagdad Harun Al-Rashid dovranno sfuggire all’ira d’un potentissimo stregone, derubato della mappa che li condurrà a un tesoro leggendario in terra d’Egitto, regno d’una magia antica.

Quarto viaggio, “Neppure la morte” di Laura Silvestri: naufragati in una terra sconosciuta, Sindbad e la alchimista Theoris si trovano a dover affrontare non morti antropofagi, un misterioso morbo che miete vittime tra la gente del luogo e le loro antiche quanto incomprensibili tradizioni.

Quinto viaggio, “La maledizione della Dea tessitrice” di Donato Altomare: il geografo di corte di Subrath ha la missione di tracciare i confini d’una terra lontana e sceglie Sindbad come guida, partendo con la principessa appassionata di arti arcane e incuriosita dalla possibile esistenza d’un favoloso tesoro nascosto.

Sesto viaggio, “Sinbad il bugiardo”, di Mala Spina: Sindbad nel raccontare le sue passate gesta allo storiografo affidatogli dal Califfo potrà pure aver accresciuto la taglia e il numero dei mostri da lui affrontati, e forse anche romanzato alcuni eventi, ma tanta fama dovrà essere giustificata da qualcosa di vero, e non c’è miglior modo di dimostrarglielo se non con una fuga impossibile e il confronto con un nemico dai poteri arcani.

Settimo viaggio, “Sottomare” di Davide Camparsi: la giovinezza è alle spalle e il mare sempre avanti, con i suoi infiniti segreti che neppure innumerevoli vite d’uomo basterebbero a scoprire, e le sue profondità nascondono la non vita dei morti insepolti, dannati che hanno bisogno d’un nuovo capitano per salpare alla ricerca della pace eterna.

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La figura di Sindbad e il futuro di Subrath si scopriranno infine legati, e un finale inatteso resterà nella memoria del lettore.

Ogni racconto è dunque diverso, come diverso è anche lo stesso Sindbad, che muta e non è presentato come un personaggio statico: non è sempre stato un avventuriero e non resterà per sempre giovane.

Tutti gli autori riescono bene a coinvolgere nelle loro storie, dove non manca mai l’azione, che si fa spesso frenetica. Il fantastico e l’avventura regnano sovrani. Si mescolano bene esplorazione, azione, magia, mito e la giusta dose di spacconaggine eroica e ladresca, con qualche citazione cinematografica che i nerd più appassionati non potranno non cogliere.

Gli autori hanno le loro differenze, certo, ma si vede che i curatori hanno fatto un buon lavoro, rendendo l’opera il più possibile omogenea ed evitando contraddizioni.

L’ottimo lavoro di De Pascalis dà un’importante e solida ossatura alla raccolta, che risulta infine un unicum quasi indissolubile, migliore della semplice somma delle sue parti.

Aiuta certamente per l’immersione del lettore un registro coerente con ambientazione e personaggi, che dà il giusto colore alla narrazione. L’uso della corretta denominazione per oggetti ed equipaggiamenti storici, comunque limitato all’utile e senza eccessi, può essere d’impatto nei primi istanti di lettura per chi non legga su Kindle, avvalendosi del dizionario e dell’accesso a Wikipedia, ma è necessario per la visualizzazione d’ogni scena.

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Un saggio di Lavinia Scolari, per nulla pesante e decisamente gradevole alla lettura, chiude la raccolta approfondendo quanto accennato da Smojver e Iascy nell’introduzione. L’autrice esamina le somiglianze e i punti d’incontro di alcuni testi della letteratura greca e romana antica con le vicende di Sinbad, l’”Odissea” in primis, rivelando quando e come queste siano entrate a far parte de “Le Mille e Una Notte” e indagando sulle creature meravigliose che il marinaio incontra, con riferimento a descrizioni e accenni alle stesse da parte di autori dell’antichità, tra cui Plinio Il Vecchio.

In conclusione, abbiamo un prodotto di qualità, curato anche nei dettagli, la cui lettura risulta coinvolgente. Si torna ne “Le Mille e Una Notte”, con una nota di modernità. Potrà ben soddisfare tutti i lettori, e chi ancora non conosce gli autori avrà l’occasione di scoprire quanto hanno di valido da offrire. Non esistono lettori a cui non consigliare questa raccolta, anche tra il pubblico più giovane. 

 

 

*Gli autori sono: Donato Altomare, Davide Camparsi, Luigi De Pascalis, Mala Spina, Mauro Longo, Monica Serra, Laura Silvestri, Giorgio Smojver.

Scritto da

Classe 1981, nato a Rieti, dove il verde non manca e si respira ancora un po’ di magia tra boschi, laghi e santuari. Ha sempre viaggiato molto, sin da ragazzo, alla ricerca dell’incanto di paesaggi diversi ed ha continuato a viaggiare per studio in tre continenti, per lavoro e per passione. Nelle descrizioni delle sue ambientazioni, fantasy e non, c’è infatti poco d’inventato, perché non c’è nulla da aggiungere, se non la giusta storia, alla bellezza del grande nord o delle creste vulcaniche d’isole quasi incontaminate. La magia che non ha potuto vivere direttamente l’ha cercata nella lettura, e ha chiari numi cui ispirarsi: H.P. Lovecraft, E.A. Poe, E. Salgari, C.A. Smith, J.R.R. Tolkien, King, Chambers e Howard.

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