Il folklore nel mondo antico – Intervista al prof. Tommaso Braccini

Per i nostri lettori ─ oggi un tema speciale. “Il folklore del mondo antico”.

E con un ospite d’eccezione: Tommaso Braccini, professore dell’Università di Siena, che dall’anno accademico corrente ha inaugurato ─ per la prima volta in Italia ─ tale corso di studi.

Il professor Braccini è veramente uno dei nostri. Permettetemi un tuffo nel passato.

Sono i primi anni del 2000 e io sono un ragazzetto liceale che non riesce ad arrivare alla sufficienza in latino. Davanti alla casa dove vivo, nel folkloristico paese di Spazzavento ─ provincia pistoiese ─ abita un ragazzo che “è uno che ha studiato” e che potrebbe darmi qualche ripetizione.

Si chiama Tommaso. Il tale si rivela un tipo semplice, alla mano; e in fatto di lettere classiche non si scherza, ma si studia. È così che, tra una declinazione oggi e una traduzione domani, viene fuori la parola (magica) “dungeons&dragons”.

Io ci sto giocando con i miei amici della scuola. Lui aveva fatto lo stesso con i suoi. E allora questo diventa l’argomento introduttivo o conclusivo delle lezioni, ed è divertente raccontarsi gli aneddoti delle sessioni di gdr passate e presenti.

E un giorno arrivo dal buon mentore e lui ha qualcosa in serbo per me. “Ero a Roma per studi e te l’ho preso, sono sicuro che ti piacerà.”

Incuriosito leggo il titolo di questo libro, che si presenta con una copertina nera e il disegno di un uomo su un cavallo a torso nudo, su sfondo rosso. “Ciclo di Conan il Barbaro, edizione a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco”. Tomo I, edizioni Newton.

E questa fu per me la prima grande avventura nella letteratura fantastica. Tommaso aveva ragione, il libro mi piacque parecchio… di brutto, ed è stato l’inizio di tante cose.

E, per la cronaca, alle sue prime lezioni ero arrivato con un voto pari a “quattro” e me ne uscii in quinta con un “sette”…

Fine del tuffo nel passato.

Ora passiamo davvero al “Folklore del Mondo Antico.”

Ogni tanto io e Tommaso ci ritroviamo per qualche piacevole chiacchierata ─ potete immaginare i temi ─ e oggi, in modalità virtuale, faremo più o meno la stessa cosa…

Bentrovato Tommaso e grazie per la disponibilità. Ci parleresti del tema in oggetto introducendolo per i nostri lettori?

Grazie a te, Juri! È sempre un piacere ritrovarsi. Dunque, potremmo dire che il folklore (una parola inglese che si potrebbe tradurre con “conoscenze popolari”) è la “cultura di chi non ha cultura”: ovvero tutta quella serie di credenze, racconti, canti, indovinelli, leggende, tradizioni con cui tutti venivano in contatto fin da bambini (anche le persone altolocate, che venivano affidate a bambinaie e servitori) e che chiunque incontrava continuamente nella propria vita quotidiana. Per molti, soprattutto in passato, questa rimaneva l’unica forma di cultura; per chi studiava, invece, la questione era diversa. Entrava in contatto con una cultura diversa, quella dei letterati e degli scienziati, che spesso portava a ripudiare tutto quello che c’era prima, e al di fuori di essa, come se si trattasse di sciocchezze. Fiabe, detti, leggende (comprese le “leggende contemporanee”, meglio note come “leggende metropolitane”), cure magiche, scongiuri e rimedi, “superstizioni” e credenze in creature fantastiche facevano parte di questo bagaglio che in genere rimaneva fuori dai libri, scritti dalle persone di cultura per le persone di cultura. Poi, molto tardi, si è cominciato a interessarsi al folklore e a raccoglierne le testimonianze.

Bene, ora che sappiamo di cosa stiamo parlando, ti chiediamo: come sta andando il corso? Com’è stato recepito dagli studenti?

Il corso vero e proprio avrà inizio tra poco più di un mese, ti saprò dire. In diversi, però, mi hanno già dimostrato parecchio interesse, questo mi fa ben sperare!

Una curiosità: cosa ti ha portato ad approfondire questo filone di ricerca?

Alla base di tutto c’è l’amore per l’antichità. Quando si ama qualcosa si vuole conoscerla il più possibile, non ci si accontenta mai. Dei Greci e Romani sappiamo tanto, soprattutto quello che ci viene dagli scavi archeologici e dai testi che ci hanno lasciato. Ma questi testi, nella stragrande maggioranza dei casi, sono stati prodotti proprio da quei “letterati” che disprezzavano, o ostentavano di disprezzare, il folklore: per questo abbiamo pochissime tracce della “cultura di chi non aveva cultura” degli antichi. Questo ha portato a veri e propri errori di prospettiva: c’è chi ha detto che Greci e Romani non avevano fiabe, per esempio, ma questo è chiaramente falso. Del folklore antico ci è arrivato poco, è vero, ma quel poco è importante e ci fa intuire molto. E ho deciso di approfondirlo proprio per cercare di conoscere anche questo lato dell’antichità che per noi è meno evidente, ma che in realtà era fondamentale: per tantissimi greci e romani il folklore era l’unico tipo di cultura.

E quali prospettive ci sono per il lavoro futuro?

Come si fa a ricostruire “l’enciclopedia folklorica” di Greci e Romani? In primo luogo occorre vagliare con attenzione i testi che abbiamo, e che spesso contengono allusioni e scampoli a credenze e narrazioni che circolavano all’epoca. In secondo luogo, è importante comparare questi “frammenti” al folklore medievale e moderno: la “cultura popolare”, infatti, può essere molto tenace nel conservare tradizioni e racconti. Tramite una comparazione tra folklore antico e moderno – ovviamente da svolgere con prudenza e attenzione, e senza voler cercare contatti a ogni costo – si riesce a ricostruire un’antichità per noi decisamente inusuale, popolata di lupi mannari, streghe, draghi che cambiavano aspetto, e in cui già circolavano molte delle leggende metropolitane che conosciamo anche noi (basta pensare ai famosi coccodrilli nelle fogne di New York, che hanno un parallelo in una piovra gigantesca che infestava le fogne di Pozzuoli).

La domanda sembra banale ma ci interessa particolarmente: da appassionato quale sei di letteratura fantastica, cosa ci dici del legame tra il Folklore delle tue ricerche e gli elementi leggendari, magici e orrorifici delle storie fantasy?

Molte delle creature che popolano l’horror e il fantasy moderno e contemporaneo vengono proprio dal folklore: basta pensare al lupo mannaro e al vampiro, quest’ultimo una figura che deriva da credenze medievali. Nell’antichità, infatti, non c’erano veri e propri vampiri, anche se non mancavano streghe succhiasangue e morti, o morte, che uscivano dalla tomba.

In relazione ai tuoi studi, c’è qualche autore di narrativa che ti ha particolarmente colpito?

Voglio citare alcuni autori di narrativa antica, tutti accessibili tra l’altro con ottime traduzioni italiane, e che potrebbero costituire una bella scoperta per molti lettori: Petronio e il suo Satyricon, una serie di avventure picaresche che ricorda un B-movie in cui si alternano scene di sesso a racconti dell’orrore su licantropi e streghe; Apuleio e le sue Metamorfosi, con streghe, draghi antropofagi, fantasmi, tradimenti e le avventure irresistibili del narratore Lucio, trasformato in asino; la Storia vera di Luciano, considerato il primo romanzo di fantascienza, con tanto di voli spaziali e viaggi sulla luna; e sempre di Luciano, L’amante della menzogna, in cui l’autore si diverte a mettere alla berlina (ma raccontandole per esteso) tutta una serie di credenze folkloriche su demoni, apparizioni, fantasmi, magie di ogni genere… è da lì, tra l’altro, che viene la storia dell’ “Apprendista stregone” che è stata ripresa anche da Walt Disney. E in ultimo Flegonte di Tralle, segretario dell’imperatore Adriano, che nel suo Libro delle meraviglie ha trattato di morte che tornano in vita per amore, teste parlanti, e freaks incredibili.

Che lettura fantastica consiglieresti ai nostri lettori?

Una lettura esotica, ma a mio parere bellissima: i “Racconti fantastici dello studio di Liao” di Pu Songling (si trovano anche in traduzione italiana, fortunatamente!), storie del soprannaturale scritte nella Cina del ‘600, e alla base di tanti film orientali di oggi. Qualcuno potrebbe avere presenti, per esempio, “Storia di fantasmi cinesi”, “Painted skin” o “Mural”.

Un grazie per la compagnia… e alla prossima “fantastica” occasione!

Grazie a te, e a presto!

Tommaso Braccini, bibliografia

Folklore, 2021, Inschibboleth Edizioni

Miti Vaganti, leggende metropolitane tra gli antichi e noi, 2021, Il Mulino

Lupus in fabula: fiabe, leggende e barzellette in Grecia e a Roma, 2018, Carocci

Indagine sull’orco, miti e storie del divoratore di bambini, 2013, Il Mulino

La fata dai piedi di mula: licantropi, streghe e vampiri nell’Oriente greco, 2012, Encyclomedia

Prima di Dracula, archeologia del vampiro, 2011, Il Mulino

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