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Dettagli

Titolo: Zodd. Alba di sangue

Autore: Gabriele Campagnano

Copertina e illustrazioni interne: Francesco Saverio Ferrara

Editore: Necrosword

Genere: fantahorror / grimdark fantasy / dark fantasy / splatterpunk / orrore cosmico

Pagine: 437

Data di pubblicazione: ottobre 2018

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Sinossi

Zodd. Alba di Sangue è un romanzo dark fantasy impregnato di orrore cosmico e ultraviolenza.

Il protagonista, Zodd, è alto più di due metri, vive di violenza e serve nei Corazzati, un reparto ausiliario dell’Impero Imadiano. In un mondo fatto di orrori, mostri e massacri, si lascerà alle spalle una scia di sangue e arti amputati pur di non arrendersi al suo destino.

L’autore, Gabriele Campagnano è il fondatore di Zhistorica e autore del best seller I Padroni dell’Acciaio. La copertina è stata realizzata da uno dei migliori illustratori italiani Art of Francesco Saverio Ferrara.

Tra le influenze letterarie, videoludiche e cinematografiche di Zodd. Alba di Sangue, ci sono Devilman, Dead Space, Lobo, degli scritti di Lovecraft, i dipinti di Hieronymus Bosch, i deliri splatterpunk di Edward Lee, le incisioni di Gustav Dorè… e ovviamente Berserk di Kentaro Miura. Pur non essendoci alcuna connessione di trama e personaggi con Berserk, l’autore, che acquistò il primo numero nel dicembre 1996, ha deciso di omaggiare Miura con il nome del protagonista.


Autore

40703523755_e54d4cb95c_bGabriele Campagnano, dopo duecentocinquanta articoli specialistici e tre libri, tra cui “I Padroni dell’Acciaio”, non si è ancora stancato di scrivere. È convinto che recuperare i testi antichi, arricchirli e renderli fruibili al lettore odierno sarà sempre più parte integrante del mestiere dello storico; le attuali tecnologie informatiche gli mettono a disposizione migliaia di testi che attendono solo un paziente lavoro di restauro. Lavorando su diverse fonti, specie ottocentesche, ha riportato alla luce la storia di alcuni personaggi storici di eccezionale interesse, quali Pier Gerlofs Donia e Pregent de Bideoux. Scrive regolarmente per la rivista Medioevo Misterioso e altre pubblicazioni.


ZODD.

LA NUOVA ALBA DEL FANTAHORROR ITALIANO

FRANCESCO LA MANNO

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1.Prologo

Zhistorica[1] è un brand popolare tra appassionati di storia, in quanto presenta contenuti originali, il suo sito è aggiornato con costanza e la sua pagina Facebook[2] ha raggiunto i 110.000 follower.

Gabriele-Zweilawyer-1000x920Nel 2017 Gabriele Campagnano, presidente del Centro Studi Zhistorica e titolare dei predetti portali, ha pubblicato I Padroni dell’Acciaio[3], un saggio che narra le gesta di dieci condottieri del XV e XVI secolo che sono: Giorgio Castriota Scanderbeg, Pier Gerlofs Donia, Pregianni de Bidoux, Ettore Fieramosca, Giovanni delle Bande Nere, Enrico V di Brunswick, Alberto Alcibiades, Jean de La Valette, Astorre Baglioni e Franz Schmidt. Il libro ha riscosso grande successo, ha visto molteplici ristampe e ormai è diventato un cult per tutti gli amanti del genere.

All’inizio del 2018, quando l’Autore ha reso noto di voler pubblicare uno specifico romanzo di fantasy dal titolo Zodd. Alba di Sangue, che ha come fonti di ispirazione Devilman di Gō Nagai e Berserk di Kentaro Miura, i dipinti di Hieronymus Bosch, le incisioni di Gustav Dorè e le opere di H.P. Lovecraft ed Edward Lee, nel web si è scatenato un vero e proprio tripudio. Gli internauti hanno inviato centinaia di messaggi per avere maggiori informazioni sull’opera, per verificare eventuali plagi e per conoscere la data ufficiale di uscita del libro.

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Finalmente, dopo alcuni mesi di attesa, a ottobre è stato pubblicato il volume con contestuale nascita anche di Necrosword, nuova casa editrice che si occupa di diffondere le opere di speculative fiction del Centro Studi Zhistorica.

 

2.Il mondo di Onnar

 

La vicenda è ambientata su Onnar, un mondo immaginario in cui la scienza è limitata e paragonabile a quella dell’antichità o comunque del Medioevo, in cui domina l’Impero imadiano che per usi e costumi richiama alla mente gli splendori dell’Urbe. In particolare, i nomi dei personaggi sono Gneo Aurelio, Lucio, Costantino, Ulpio Mettico e il suo esercito è costituito da legioni. Per quanto concerne la descrizione degli equipaggiamenti ci viene riferito che i soldati vestono una:

«Maglia ad anelli stretti, rinforzata da due piccole piastre in corrispondenza dei pettorali e indossata su una sottoveste semirigida di cuoio bollito, elmo con un’ampia gronda paranuca, piccola visiera per proteggere il naso e cresta bassa di rinforzo che divideva in due la calotta[4]

Occorre ricordare che storicamente le legioni hanno garantito per secoli la potenza dell’Impero romano. Si trattava di unità di fanteria pesante costituita da circa 6.000 uomini, addestrati in maniera eccellente a ogni tipologia di scontro bellico e collocati nelle zone di confine[5]. In principio potevano essere assoldati tra le sue fila solo i cittadini romani, successivamente poterono integrarsi anche i contadini italici che risiedevano nelle province di più antica costituzione e che aspiravano a far carriera[6].

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Tornando al libro, il protagonista è Zodd, un gigante che svolge l’incarico di capitano dell’esercito imadiano e che risulta essere un ferale combattente ineguagliabile nel corpo a corpo grazie all’addhur, uno spadone a due mani con cui miete vittime come grano maturo.

 

Invero, molti dei corpi militari delle civiltà di Onnar possono essere equiparati non alle legioni romane, ma alle compagnie di ventura medievali. Machiavelli[7] ha definito questo periodo storico come “delle armi altrui”, contrapposto a quello “delle armi proprie”, durato circa un cinquantennio dovuto principalmente alla volontà dei signori di privare della forza bellica le fazioni a loro ostili. É da respingere invece la tesi della mancata volontà dei ricchi mercati e dei nobili di difendere con le armi il proprio territorio, dato che normalmente coesistevano eserciti feudali, comunali e mercenari[8].

Sotto il profilo meramente psicologico, Zodd dimostra la propria avversione per la civiltà che per certi versi assimilabile a Conan il cimmero di Robert E. Howard[9], dato che considera i burocrati e i politici:

«Persone inutili. Parassiti. Le parole e l’inchiostro non hanno mai risolto nulla. Solo l’acciaio. Solo la violenza[10]

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È interessante osservare che, all’interno dell’Impero imadiano, una parte della popolazione professa il culto di Murion, una religione che può considerarsi equipollente al cristianesimo in quanto è monoteista, adora una divinità simile a Dio e segue una dottrina simile a quella della Chiesa. Per esempio, in alcuni dialoghi si afferma:

«Figlio mio, sei pronto a tornare fra le braccia del Signore? […] Egli accoglierà la tua anima immortale presso di sé, e ti risveglierai nel Regno della Luce […] Il cerchio è chiuso. Sia fatta la sua volontà[11]

E ancora:

«Il libero arbitrio è il dono più dolce, la massima espressione dell’amore di Murion e, al tempo stesso, l’onere più pesante che ci ha concesso. Possiamo salvarci o condannarci. Noi siamo sempre ciò che scegliamo di essere[12]

I muraniani tuttavia non possono praticare il loro culto in pace poiché non accettano di adorare anche le divinità imadiane e pertanto diventano oggetto di una feroce repressione da parte degli armigeri imadiani. Al riguardo, occorre evidenziare la somiglianza con quanto avvenuto all’epoca della diffusione del cristianesimo nell’Impero romano in cui odio e persecuzioni affliggevano i suoi praticanti a causa delle accuse di ateismo, pratiche delittuose, fanatismo, intransigenza morale, empietà e disfattismo[13]. I primi cristiani non accettavano il sincretismo dell’Urbe religioso e pertanto la professione del loro culto ebbe sempre come contrappasso sofferenze e martirio, e le pene comminate andavano dalla confisca dei beni, all’esilio, fino alla morte[14].

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3.Fango, sangue e violenza

 

Se analizziamo con attenzione Zodd possiamo affermare a buon diritto che costui non rappresenta l’eroe che siamo abituati a conoscere nelle opere tradizionali di fantasy classico poiché non è animato da nobili ideali[15]. Tuttavia, non può neanche essere considerato un antieroe, atteso che non possiede nemmeno quel rude codice cavalleresco tipico dei personaggi dello sword and sorcery[16] e il suo profilo psicologico è talmente Glokta-MatArtfosco da renderlo il più esecrabile dei villain. Penso che al suo cospetto anche Jorg Ancrath[17], Glokta[18] e Locke Lamora[19] potrebbero impallidire.

Il nostro infatti uccide a sangue freddo anche per futili motivi, frequenta i peggiori postriboli dell’Impero, utilizza un linguaggio volgare e in una circostanza non esita a stuprare una ragazza indifesa solo per sfogare la propria bestiale concupiscenza:

«La voltò contro il muro mentre con l’altra mano si calava le braghe. Si tirò fuori il cazzo già duro e sollevò la tunica della ragazza […] La sfondò con un colpo secco e iniziò a pomparla come un toro da monta[20]

Ma vi è di più. Zodd, a seguito di una mutazione, diventa antropofago e non esita a divorare alcuni esseri umani per saziare la propria oscena fame, come il più terribile dei predatori selvaggi.

È palese pertanto che ci troviamo dinanzi a uno dei più empi personaggi del grimdark fantasy[21], genere di speculative fiction che ha visto la sua nascita con Il trono di spade[22] di George R.R. Martin, ispirato alla Guerra delle due rose[23] e a Ivanhoe; anche se la vera propulsione si è avuta con Il richiamo delle spade[24] di Joe Abercrombie.

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Zodd non è il solo a porre in essere condotte scellerate. Anche gli altri personaggi manifestano comportamenti turpi, come nel caso di una quadra di armigeri che:

«Si calarono le braghe uno alla volta, grugnendo di piacere fra le cosce e nella bocca della donna, mentre l’Imperatore rideva come un ossesso sbattendo i piedi in terra.

«Arrivarono altri rothiani, anche loro le braghe abbassate. Si masturbavano sulla donna in attesa di penetrarla. Lo stupro sembrava non finire. L’ultimo arrivato fu costretto a sodomizzarla[25]

E ancora:

«I più arrapati, si erano già tirati fuori l’uccello, forse per solidarietà con l’assassino. I più fortunati avevano vicino una donna che glielo menava ridendo[26]

Non mancano nemmeno i più atroci supplizi:

«A occhio era lì da tre giorni e i corvi avevano già lavorato agli occhi e alle parti molli […] Le due voragini di sangue rappreso guardavano verso l’alto, mentre la mascella era ridotta in frantumi e spostata di trenta gradi[27]

Queste sono scene comuni nel grimdark, termine che ha origine dal gioco da tavolo Warhammer 40,000: «In the grim darkness of the far future there is only war» e che secondo Adam Roberts è un sottogenere del fantasy caratterizzato da violenza e amoralità, dove i personaggi non sono buoni ma cinici e vengono evidenziati i peggiori aspetti della vita umana[28]. Liz Bourke ritiene che l’elemento distintivo del grimdark sia il fatto che che ogni condotta corretta, sincera e onesta è da considerarsi inutile[29].

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Helen Young rileva che questo genere ha l’obiettivo di mostrare, per quanto possibile, il realismo e di trascinare la violenza, il sangue e il fango nella narrativa[30], opponendosi alla visione del mondo edulcorata, irreale ed eccessivamente escapista dell’high fantasy di matrice tolkeniana. Sul punto, Valerie Estelle Frankel ha dichiarato che il mondo del grimdark è immorale, anarchico e distopico, e chi governa opprime il popolo in maniera draconiana[31].

 

4.L’orrore estremo

 

A ben vedere, però, nell’opera in discussione sono presenti anche altri elementi che si discostano dai romanzi di grimdark fantasy. Abbiamo infatti numerose descrizioni non solo di scene di violenza inaudita, ma anche dettagli truculenti e grotteschi come interiora, materia cerebrale e arti mozzati che cospargono copiosamente i selciati di Onnar:

«la gamba era ancora lì, ridotta a brandelli. Mancava l’intera parte esterna della coscia e il femore era esposto per un terzo della sua lunghezza. Il bianco dell’osso rifletteva le luci puntate della gamba. L’arteria femorale, recisa, fuoriusciva dalla carne come un verme dal terreno[32]

In talune circostanze, come si è accennato dianzi, vi sono anche atti di cannibalismo:

«Prima addentò una guancia della donna. La strappò, lasciando esposta la dentatura posteriore […] Succhiò il sangue dalla carotide come un fottuto vampiro.

«Carne e sangue erano bocconi di pura energia[33]

Generalmente, questo genere di speculative fiction viene identificato come splatterpunk. Il termine è stato coniato da David J. Schaw durante il World Fantasy Convention. Si tratta di una specifica branca dell’horror, caratterizzata per la sua estrema violenza, nata negli anni ’80 del secolo scorso negli Stati Uniti d’America. Tale tipologia di narrativa fantastica viene considerata una risposta alle tradizionali opere dell’orrore e ciò ovviamente ha causato non poche polemiche tra cui quella di Robert Bloch, che ha condannato gli eccessi dello splatterpunk distinguendo tra ciò che causa semplicemente terrore a ciò che invece causa repulsione[34].

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Al riguardo, Xavier Aldana Reyes considera lo splatterpunk come una trasgressione dal gotico in cui l’espediente letterario principale è quello di causare uno shock al lettore mediante l’inserimento di numerose circostanze nelle quali i personaggi subiscono delle atrocità indicibili come mutilazioni, abusi sessuali e supplizi di vari che causano modifiche irreparabili al loro corpo della vittima[35]. Gli stilemi comuni di questo genere sono ambientazioni come cimiteri, chiese abbandonate, bassifondi delle città. Tra i personaggi compaiono vampiri, zombie e comunque villain crudeli; mentre i principali temi riguardano l’invasione, la persecuzione e la prigionia[36].

Gli autori americani di riferimento sono Clive Barker, Richard Laymon, Joe Lansdale, Richard Christian Matheson e Edward Lee. Per l’Italia abbiamo invece Alessandro Manzetti (vincitore del Bram Stoker Awards nel 2015 e cinque volte finalista), Paolo Di Orazio (antesignano e icona del genere) e Nicola Lombardi, e la casa editrice Independent Legions Publishing (anch’essa vincitrice del Bram Stoker Awards nel 2017).

 

5.L’Inferno su Onnar

 

Oltre agli aspetti appena evidenziati, occorre rilevare che nella parte preponderante dei romanzi di grimdark la magia e il soprannaturale sono ridotti ai minimi termini o sono addirittura soppressi[37]. Se proprio devono essere presenti, bisogna farli apparire come mera superstizione del popolino o come leggenda. Il motivo di tale scelta è da attribuire, secondo i propugnatori di questa tesi[38], alla necessità da un lato di garantire maggiore realismo e credibilità alla storia e dall’altro di privare l’opera di quegli elementi puerili che possano assimilarla alla narrativa per ragazzi. Si argomenta inoltre che la gran parte delle precedenti pubblicazioni fantasy prevede una modalità di risoluzione dei conflitti analoga a quella dei giochi di ruolo (D&D su tutti), che rende queste opere prevedibili e banali.

Per converso, in Zodd. Alba di Sangue abbiamo una vera e propria invasione di mostri provenienti da un’altra dimensione. Nella fattispecie, Asmodeoth, uno dei Sei che ha sconfitto il Mietitore e che ha rinnegato Murion, padrone di otto mondi e di miliardi di anime, riesce ad aprire un varco in questo piano dell’esistenza per trasferire il proprio infernale esercito al fine di:

«Consumare un mondo, umiliare ogni lembo di terra, ogni essere vivente[39]

La tradizione ci riferisce che i demoni si collocano in dimensioni parallele e si manifestano solo in circostanze eccezionali causando clamore nella società[40]. I Greci li definivano daimones e già nel periodo di Senocrate assumevano valenze negative[41]. Alcune di queste creature venivano ritenute malvagie, pretendevano sacrifici umani ed erano dotate di poteri soprannaturali atti a cagionare epidemie, carestie e guerre[42]. Per gli uomini delle società tradizionale il confine tra divino e demoniaco era labile tanto che non era possibile assegnare con semplicità caratteri benevoli e malevoli ai numi[43].

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I demoni che giungono su Onnar sono accompagnati da stuoli di creature ributtanti che compiono un vero e proprio genocidio e lo stesso esercito dell’Impero imadiano viene messo in ginocchio e sovrastato da queste creature sopraumane. Tra essi vi sono cavallette giganti, piovre colossali, insetti pantagruelici muniti di arti acuminati e teste umane posizionati nelle parti più impensabili del corpo che richiamano alla mente i grilli medievali di cui ci parla Jurgis Baltrušaitis[44].

La descrizione di questi esseri di variegata natura è terrificante:

«Uno scarafaggio grosso come un bue aveva la bocca immersa nella schiena di un soldato. Una testa spuntava, dal mento in su, sopra quella d’insetto. Non solo una testa, ma anche due braccia. Innestate ai lati della bocca. Strappavano pezzi d’osso e lo portavano alle mandibole che si ingozzavano di midollo[45]

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Secondo alcuni studiosi, l’ibridazione di mostri in cui vi sono parti del corpo umani e animali rappresenta l’ossessione di un’evoluzione incompleta che ogni bambino sperimenta nel corso della sua vita attraverso la c.d. disgregazione psicologica, quando viene rimproverato dai genitori[46]. Il termine mostro o:

«Monstrum, connesso al verbo monere, “ammonire”, “richiamare alla memoria”, è l’apparizione di qualcosa di straordinario, di eccezionale, che rinvia a un “ammonimento” divino, a un segnale soprannaturale. Monstrum, scriveva il grammatico Festo nel II secolo d.C., è ciò che travalica l’ordine naturale delle cose (naturae modum), come un serpente con i piedi, un uccello con quattro ali, un uomo con due teste[47]

Tali fatti conducono il lettore in quella che Sebastiano Fusco chiama la trasgressione totale[48], ovvero la violazione delle possibilità tecnologiche, scientifiche e logiche nel momento in cui l’opera è composta da cui discende il c.d. sense of wonder. Solo così si trascende la realtà, si aprono le porte del soprannaturale e si entra nell’ambito del fantastico. Sul tema ci chiarisce ancora di più le idee Roger Caillos, il quale ritiene che:

«Nel mondo del fantastico, il Soprannaturale si rivela come una rottura universale. Qui il prodigio diventa un’apparizione proibita, minacciosa, che spazza la stabilità di un mondo le cui basi erano fino ad allora giudicate rigorose e immutabili. L’Impossibile ne costituisce l’essenza: e, in quanto Impossibile, s’impone all’improvviso in un mondo da cui è bandito per definizione[49]

 

6.L’ Orrore cosmico

 

Il fatto che Onnar sia prossimo alla distruzione per mano di esseri ributtanti provenienti dalle profondità siderali dell’universo, i quali si dimostrano perfettamente indifferenti alle sofferenze umane e al destino di questo mondo, assegna all’opera valenze di orrore cosmico che richiamano alla mente i miti di Cthulhu di H.P. Lovecraft[50] in cui si ha:

«la forte impressione di una sospensione delle leggi di natura o la presenza di mondi o forze invisibili a portata di mano[51]

dato che:

«Il fondamento del vero orrore cosmico risiede nella violazione dell’ordine naturale[52]

Infatti Campagnano, nel narrarci l’invasione dei demoni, ci riferisce che:

«L’oscurità continuava a vomitare incubi[53]

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Il che ovviamente, oltre alla schiera di mostri che ci viene descritta con grande maestria, contribuisce ad acuire la sensazione di sgomento nel lettore, che accresce maggiormente grazie ai numerosi cliffhanger. Questa situazione di assedio e di prossima disfatta dell’uomo per mano di creature preadamitiche, in un’epoca che si può definire antica o medievale, fuoriuscite dalle profondità del cosmo, è assai rara da trovare nella narrativa fantasy moderna e mi ricorda La rovina di Sarnath[54] del Solitario di Providence e Il guerriero dell’anello[55] di Karl E.Wagner.

 

7.Sperimentazioni genetiche

 

Nella vicenda vi è anche spazio per la Legione, un ordine religioso di uomini devoti totalmente a Murion, che operano attraverso un’organizzazione simile a quella dei Templari. Questi guerrieri sono stati sconfitti e quasi completamente annientati dall’Impero imadiano durante una brutale guerra. Tuttavia, anche se in grandi difficoltà, la Legione continua il proprio compito di guida spirituale su Onnar e, per far fronte all’avanzata dei demoni, da secoli, ha realizzato degli esseri ibridi:

«Nella sua testa, che superava quella di tutti i potenziati, spuntavano chiazze di squame ed escrescenze ossee; nella bocca, larga il doppio del normale, si alternavano canini e molari senza alcun ordine. Aveva anche due occhi sulla guancia e strani barbigli che spuntavano dal mento come i peli di una capra[56]

Costantino, attuale Gran Maestro, per quanto devoto a Murion e spinto da nobili ideali, si macchia di atroci delitti e di esperimenti di eugenetica che ricordano quelli compiuti da Josef Mengele nel campo di concentramento di Auschwitz. Infatti crea un laboratorio nel quale, attraverso l’ingegneria genetica e la selezione oculata di gestanti, vengono creati degli uomini potenziati che presentano caratteristiche bestiali e demoniache. Paradigmatico è il parto di uno di questi esseri:

«Il medico immerse uno strumento allungato nel ventre della donna, separando la parte addominale e procedendo poi a recidere l’utero […] Qualcosa iniziò a premere dall’interno […] Rumore di carne strappata e risucchi di mucose […] L’essere assomigliava a un verme informe, con lunghe zampe di ragno che spuntavano ai fianchi e una disgustosa bocca umana[57]

Questa scena richiama alla mente Anime torturate: La Leggenda di Primordium[58] di Clive Barker, nella circostanza in cui Talisac, folle scienziato, opera una modifica genetica sul suo corpo in cui crea un utero da cui partorisce il Mongroide, un granchio antropomorfo.

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In ogni modo, tale circostanza contribuisce ad assegnare un ulteriore contaminazione biopunk all’opera. Con questo termine si intende uno specifico filone della fantascienza che fonde l’hard boiled, i film noir, gli anime giapponesi e si concentra sui temi attinenti alla biotecnologia[59] dove gli esseri umani, attraverso alcune manipolazioni genetiche, subiscono radicali mutazioni. Il principale autore di questo genere è Paul Di Filippo, anche se ha classificato le sue storie come ribofunk.

 

8.Considerazioni conclusive

 

Da quanto argomentato dianzi, si è dimostrato che l’opera in discussione non può considerarsi una mera fan fiction di Berserk[60] di Kentaro Miura, in quanto attinge da una pletora composita di fonti, di autori e di generi letterari che la distingue dalla massa di volumi presenti sul mercato dell’editoria italiana e che consentono di definirla fantahorror, poiché presenta una perfetta fusione di elementi orrorifici, fantastici e fantascientifici.

Gabriele Campagnano, con Zodd. Alba di Sangue, ha la magistrale capacità di spalancare al lettore le porte dell’abissale universo, abbacinante nel suo meraviglioso orrore, infinito nella sua colossale portata, imperituro nel suo ciclico perpetuarsi, terribile per le creature mostruose che lo popolano, dimostrandoci quanto siamo insignificanti nel cosmo. Riguardo invece alle torture, agli stupri, alle sozzure e comunque a ogni sorta di nequizia, riteniamo che:

«Sia fatta lode nel contempo a questa medesima caligine, e onorato di ciascuno il suo, siccome senza tali abusi, senza il ghirigoro di bisbetiche congetture, non sarebbe pensabile una ricerca di aspirazioni, e senza il libro degli errores non si potrebbe vagheggiare la terra promessa[61]

 

NOTE E BIBLIOGRAFIA:

[1] http://zweilawyer.com/

[2] https://www.facebook.com/zhistorica/

[3] Cfr. Gabriele Campagnano, I Padroni dell’Acciaio, Centro Studi Zhistorica, Roma, 2017.

[4] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 32.

[5] Cfr. Karl Christ, Breve storia dell’Impero romano, Mulino, Bologna, 2013, p. 39

[6] Ibidem.

[7] Cfr. Niccolò Machiavelli, L’arte della guerra, Rusconi, Milano, 2016.

[8] Cfr. Paolo Grillo, Cavalieri e popoli in armi: le istituzioni militari nell’Italia medievale, Laterza, Bari, 2015, edizione digitale.

[9] Cfr. Robert E. Howard, Conan il Barbaro, Mondadori, Milano, 2016, edizione digitale.

[10] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018.

[11] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 62.

[12] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 128.

[13] Cfr. Giuseppe De Luca, Storia della Chiesa: dalle origini al concilio di Nicea, in Enciclopedia Treccani, Rizzoli, Milano, 1929, p. 21.

[14] Ibidem.

[15] Cfr. Giuseppe Centore, L’eroe, il superuomo, il santo, Giardini, Pisa, 1972, pp. 43-44; Franco Ressa, Il fantasy in Italia, Solfanelli, Chieti, 2012, cit. pp. 137-138.

[16] Cfr. AA. VV., Guida alla letteratura fantastica, a cura di Claudio Asciutti, Odoya, Bologna, 2015, p. 224.

[17] Cfr. Mark Lawrence, Il principe dei fulmini, Newton Compton, Roma, 2011.

[18] Cfr. Joe Abercrombie, Il richiamo delle spade, Gargoyle, Roma, 2013.

[19] Cfr. Scott Lynch, Gli Inganni di Locke Lamora, Editrice Nord, Milano 2007.

[20] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 20.

[21] Cfr. Francesco La Manno, Il grimdark è l’erede dello sword and sorcery?, in L’Intellettuale Dissidente, 31 agosto 2018.

[22] Cfr. George R.R. Martin, Il trono di spade, Mondadori, Milano, 1999.

[23] Cfr. Adriano Monti Buzzetti, Dietro il Trono di Spade, in Focus Storia n. 122 del dicembre 2016, p. 36.

[24] Joe Abercrombie, Il richiamo delle spade, Gargoyle, 2013.

[25] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 88.

[26] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 336.

[27] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 210.

[28] Cfr. Adam Roberts, Get Started in: Writing Science Fiction and Fantasy, Hachette, 2014. p. 42

[29] Cfr. Liz Bourke, The Dark Defiles by Richard Morgan, in Strange Horizons, 2015.

[30] Cfr. Helen Young, Race and Popular Fantasy Literature: Habits of Whiteness, Routledge, 2015, edizione digitale.

[31] Valerie Estelle Frankel, The Women of Orphan Black: Faces of the Feminist Spectrum, McFarland, 2018, edizione digitale.

[32] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 58.

[33] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 83.

[34] Cfr. Paul Bail, John Saul: A Critical Companion, Praeger Publishers, 1996.

[35] Xavier Aldana Reyes, Horror: A Literary History, British Library Board, 2016, edizione digitale.

[36] Ibidem.

[37] Cfr. Francesco La Manno, Il crepuscolo della stregoneria, in Angelo Berti, Pirro il distruttore, Italian Sword&Sorcery Books, Casale Monferrato, 2018.

[38] Cfr. Joe Abercrombie, The Value of Grit, 25 febbraio 2013, in https://www.joeabercrombie.com/2013/02/25/the-value-of-grit/

[39] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 192.

[40] Giorgio Ieranò, Demoni, mostri e prodigi, Sonzogno, Venezia, 2017, edizione digitale.

[41] Ibidem.

[42] Ibidem.

[43] Marta Berzieri, La paura in Giappone, Yokai e altri mostri giapponesi, Caravaggio Editore, 2008, edizione digitale.

[44] Cfr. Cfr. Jurgis Baltrušaitis, Il Medioevo fantastico, Adelphi, Milano, 1993, p. 52.

[45] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 48.

[46] Ibidem.

[47] Giorgio Ieranò, Demoni, mostri e prodigi, Sonzogno, Venezia, 2017, edizione digitale.

[48] Cfr. Sebastiano Fusco, Howard, un «eroe» letterario, in Robert E. Howard, Tutti i cicli fantastici. Il Ciclo di Conan. Tomo I, a cura di Sebastiano Fusco, Newton Compton, Roma, 1995, p. 9.

[49] Cfr. Sebastiano Fusco, op. cit., cit. p. 10.

[50] Cfr. H.P. Lovecraft, Tutti i racconti, a cura di Giuseppe Lippi, Mondadori, Milano, 2015.

[51] H.P. Lovecraft, Teoria dell’orrore. Tutti gli scritti critici, a cura di Gianfranco de Turris, Bietti, Milano, 2018, cit. p. 469.

[52] H.P. Lovecraft, op. cit., cit. p. 490.

[53] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 49

[54] Cfr. Howard P. Lovecraft, La rovina di Sarnath, in H.P. Lovecraft, Tutti i racconti, a cura di Giuseppe Lippi, Mondadori, Milano, 2015, p. 61.

[55] Cfr. Karl E. Wagner, Il guerriero dell’anello, Mondadori, Milano, 1991.

[56] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. p. 193.

[57] Gabriele Campagnano, Zodd. Alba di Sangue, Necrosword, Roma, 2018, cit. pp. 262-263.

[58] Clive Barker, Anime torturate: La Leggenda di Primordium, Independent Legions Publishing, Trieste, 2017, edizione digitale.

[59] Lars Schmeink, Biopunk Dystopias: Genetic Engineering, Society, and Science Fiction, Liverpool Univ Pr, 2016, edizione digitale.

[60] Recentemente è uscito il primo romanzo di Berserk. Si veda: Makoto Fukami, Il cavaliere del drago di fuoco, Panini, Modena, 2018.

[61] Gianni Nicoletti, La macchina sadista, in Donatien-Alphonse-François de Sade, Opere complete. Aline e Valcour, Newton Compton, Roma, 1993, cit. p. 8.

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore, conferenziere e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus e Letterelettriche. Scrive su L'intellettuale Dissidente e su alcune riviste tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

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