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La scatola e gli scomparti interni sono ottimi

Prendete una delle divinità più temibili della letteratura Weird, aggiungeteci una meccanica che rende il gioco cattivo verso i giocatori quanto Martin sui suoi personaggi e otterrete Pandemic Cthulhu di Matt Leackock. Il tutto condito da una bella scatola contenente miniature, dadi, carte e tanta follia.

 

Per chi non conoscesse la serie Pandemic, si tratta di un collaborativo (in sostanza tutti i giocatori devono sconfiggere il gioco) dove i protagonisti si alleano per debellare quattro malattie. In quasi tutti i giochi di questa serie viene sempre assegnato un personaggio con abilità speciali e, dopo aver eseguito le azioni disponibili, bisogna girare le carte di un mazzo specifico dove vengono indicate le città o, nel caso di Pandemic Cthulhu, i luoghi da infestare.

Questo titolo differisce leggermente dagli altri della serie. Innanzitutto qui non abbiamo quattro malattie principali ma ben sei antichi che si risveglieranno poco alla volta fino a destare il buon Cthulhu che farà terminare la partita. Il mazzo evocazione mette infatti in gioco ogni turno un cultista nella zona indicata dalla carta della città. Se i cultisti nella zona diventano più di tre allora si procede con l’evocazione dell’Antico i cui nefasti effetti potrebbero tranquillamente provocare un ulteriore risveglio.

Come se non bastasse ai cultisti si aggiungono gli shoggoth che cercheranno di raggiungere un portale ancora aperto svegliando, nel caso ci riuscissero, un ulteriore Antico.

I giocatori ovviamente potranno chiudere portali, utilizzare reliquie per avere effetti speciali o cercare di uccidere gli shoggoth prima che arrivino ai portali ma ogni volta che ci proveranno dovranno tirare il dado sanità. Tale dado potrebbe portare il valore della sanità mentale a zero facendo impazzire il personaggio che comincerà a comportarsi in maniera assurda. L’autista, per esempio, si muoverà sempre di due caselle rendendo un bonus utilissimo (gli altri personaggi non possono scegliere se muovere di una o due caselle) in un malus.

Riguardo alla componentistica, a prima vista i pezzi non sembrano di buona qualità: i cultisti sono piccolissimi, le carte estremamente sottili e le miniature magre. Bisogna dire però che ogni componente è funzionale al titolo, al contrario di quelle presenti in altri come Kingsport Festival e Lord of Waterdeep. Con dei pezzetti di legno al posto delle miniature avrei sicuramente sconsigliato l’acquisto e la scelta dei colori nel tabellone e nelle carte non confonde mai i giocatori.

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Che poi le art sono pure belle…

Una nota dolente per il tema delle illustrazioni. La qualità è ottima ma un titolo così ben curato non può fare degli errori tanto clamorosi. Insomma: Azathoth che evoca Cthulhu vi sembra normale? E poi alcuni Antichi sono rappresentati in maniera ridicola. Faccio qualche esempio:

mappa
Il tabellone è fantastico

– Hastur è un cultista avvinghiato da dei tentacoli di non si sa chi;

– Dagon un mostro con dei tentacoli che escono dal mento e non ha nessun tratto che ricordi i pesci;

– Yig non è un rettile ma una specie di mutante.

Gli altri potete vederli nell’immagine che ho inserito nella recensione.

Ora, io mi chiedo: perché confondersi per queste sciocchezze? Basta scrivere il nome di un Antico su Google Immagini per avere delle art di riferimento!

Un altro difetto: non è difficile come gli altri giochi della serie Pandemic. Ho giocato a livello facile e medio e ho vinto in entrambe le partite. L’originale è quasi impossibile da fare già a livello medio, e anche se spesso le cose vanno bene fino agli sgoccioli, si perde per una sciocchezza.

Per lo meno bisogna dire che il gioco risulta immersivo, i giocatori collaborano fra di loro senza fare storie con una tensione realistica.

avatarNon capisco, Pandemic Cthulhu non è una vera e propria scopiazzatura degli altri titoli di Leackock. L’eliminazione dei focolai in favore delle carte Antico rende il gioco molto originale e poco prevedibile (gli antichi restano coperti finché non vengono rivelati) e i malus dati ai personaggi fanno maledire la cattiva sorte dei dadi. Eppure ci ritroviamo con Shub Niggurath e Nyarlathotep che sembrano dei draghi e Azathoth che… non voglio nemmeno dire com’è, guardate voi stessi nell’immagine che ho postato nell’articolo. Peccato davvero, darei un otto e mezzo al gioco per il divertimento e l’immersione che dona ma come amante di Lovecraft posso dargli solo un sette e mezzo. In ogni caso ne consiglio caldamente l’acquisto: far fuori cultisti non è mai stato così bello.

Voto 7,5

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Scritto da Lo Spettro

Mettiamola così: odio tutti. Odio chi s'improvvisa scrittore fantasy solo perché ha visto i film di Jackson, odio chi mi chiede di giocare a Monopoly e odio i bambini che comprano la play solo per giocare a FIFA. Adoro però chi cerca di diffondere la cultura fantasy ed è per questo che troverete su Hyperborea le mie recensioni.

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