Revival sword and sorcery – IL GUERRIERO STREGONE di Gardner F. Fox – La saga di Kyrik #1

Dettagli

Titolo: Il Guerriero Stregoneufyvs42

Titolo Originale: Kyrik, Warlock Warrior

Autore: Gardner F. Fox

Anno di Pubblicazione: 1975

Edizione Italiana: 1991

Casa Editrice: Mondadori

Traduzione: Stefano Massaron

Collana: Urania Fantasy #42

Pagine: 144


Sinossi

Dall’infinito Mare Verde al Deserto Rosso, dalle rovine di un’età perduta ma non del tutto dimenticata emerge la figura di uno dei personaggi più interessanti creati da Gardner F. Fox negli anni Settanta: Kyrik, il guerriero dotato di poteri eccezionali e mai tradito dalla fedele Zannablu, la spada che non ha rivali. “I loro tempi non erano come i nostri e gli uomini erano in grado di esercitare magia e stregoneria, l’arte perduta che dava ai membri della loro società il potere di comandare la materia con la forza della mente. Kyrik visse in quel mondo. Era sia un guerriero che uno stregone nell’epoca che precedette la prima era glaciale, quando il cielo ospitava due lune. Questa è la sua storia o meglio l’inizio perchè c’è molto da raccontare di Kyrik e il suo mondo, degli uomini che combattè e delle donne che amò, dei misteri e dei prodigi delle terre in cui si avventurò in sella al suo stallone nero brandendo la spada Zannablu.”


L’Autore

Gardner_FoxGardner Francis Cooper Fox (Brooklin 1911 – Princeton 1986) è stato un fumettista e scrittore statunitense. Attivo dalla fine degli anni trenta, è stato uno tra i più prolifici e importanti esponenti della Golden e della Silver Age della storia del fumetto, creatore di molti storici personaggi della DC Comics. Dopo aver lasciato la DC nel 1968, Fox si è dedicato a tempo pieno alla letteratura, scrivendo romanzi e racconti a tempo pieno con molti pseudonimi maschili e femminili. Ad eccezione del 1950, del 1951 e del 1971, ha scritto almeno un romanzo all’anno tra il 1944 e il 1982, tra cui molti di genere fantasy e fantascientifico.


Commento

In un tempo che precedette la prima era glaciale, quando nel cielo brillavano ancora due lune, una strega di nome Aryalla cammina per la città di Tantagol, in cerca di una leggenda, animata da propositi di vendetta verso il tiranno Devadonide. In un bazar, in mezzo a botteghe e mercanti che espongono le proprie merci, Aryalla, trova infine l’oggetto della sua ricerca [1]: «Tirò fuori il pezzo di cotone e lo srotolò. Si ritrovò tra le mani una statuetta scolpita nel bronzo, alta poco più di venti centimetri, che raffigurava un uomo.»

In realtà, scopriamo presto che la statuetta non è che il simulacro dove è imprigionato lo spirito di Kyrik delle Vittorie, antico Re di Tantagol rimasto vittima di un sortilegio ordito proprio da un usurpatore antenato del Devadonide contro cui Aryalla brama vendetta. Riportato in vita da Aryalla, che lo assolda come proprio mercenario, Kyrik sarà legato alla strega da un duplice legame di riconoscenza e comunione di intenti. Insieme all’inseparabile spada Zannablu, Kyrik compie la propria missione destreggiandosi fra demoni, tranelli, eserciti e stregonerie.

Il Guerriero Stregone è il primo libro della serie di Kyrik, scritta da Gardner F. Fox fra il ‘74 e il ‘75. La serie originale è composta da quattro libri, di cui solo i primi due tradotti in Italia [2].

Il nome di Gardner F. Fox (Brooklin 1911 – Princeton 1984) è prevalentemente legato alla storia del fumetto, genere cui va il suo lascito più originale con la creazione di personaggi iconici come Doctor Fate, the Flash, Hawkman e del primo team di supereroi, la Justice Society of America.

Penna estremamente prolifica – pubblica oltre 160 romanzi – in grado di muoversi con disinvolutra fra generi diversi, l’interesse di G. Fox per la narrativa fantastica si esprime a partire dalla pubblicazione nel ‘44 sulle pagine di Weird Tales del racconto The Weirds of the Woodcarver [3]. A lui si deve nel ‘50 la trasposizione in chiave fumettistica del canone dello Sword&Sorcery howardiano [4]: Crom il Barbaro di Gardner Fox è un personaggio che trae largamente ispirazione da Conan. A partire dal ‘70, G. Fox si cimenta direttamente nella letteratura fantasy con la stesura dei cicli di Llarn, Kothar e Kyrik. Sono anni di grande vitalità per il genere: il lavoro della SAGA (Swordsmen and Sorcerers’ Guild of America) porta alla ribalta le storie di Howard, ne promuove il modello narrativo [5].

 

The weird of the Woodcarver, illustrazione di Kurt Burgel (Weird Tales, Settembre 1944)

Cosa aspettarsi dunque da Il Guerriero Stregone?

Come nota il fumettista Mike W. Barr, il tratto tipico delle storie di G. Fox risiede in un intreccio degli eventi in grado di tenere avvinto il lettore, colmando a tratti una caratterizzazione lacunosa [6]. La storia si sviluppa con un buon ritmo e coglie spunti notevoli, pur tradendo una vocazione profondamente ancorata alla lezione howardiana. Se è vero che questo tratto appare con maggiore evidenza nella serie di Kothar, le cui aspettative si racchiudono in uno «stare con una birra davanti e una donna sulle ginocchia [7]», è altrettanto vero che Kyrik introduce delle variazioni interessanti sul tema.

Alla sua prima apparizione, il protagonista si presente al lettore come il più classico dei personaggi ispirati a Conan, muscoli colossali e un’espressione di selvaggia animalità. Di lui sappiamo che è in grado di usare la magia per quanto, nei fatti, preferisca maggiormente adoperarsi tramite la spada : «Si fermò, con il capo reclinato; anche lui era uno stregone. Aveva usato la magia tantissimo tempo prima, nella Città di Tantagol, per una capacità negromantica che aveva ereditato dai suoi antenati che, oltre a essere guerrieri, erano stati anche maghi

Kyrik conosce il mondo delle arti arcane, dei demoni che gli uomini chiamano Dei, se ne serve per osteggiare i propri avversari: tramite la Pietra della Lussuria, risveglia la Dea Illis che lo accompagna nella forma di un serpente attorcigliato intorno all’elsa di Zannablu. «Poi, d’un tratto, la voce di Illis si fece largo nei suoi pensieri: Sbrigati, Kyrik! La donna è in pericolo!» All’interno della storia la stregoneria si configura come polo non bilanciato di una forza oscura che avvinghia l’uomo suscitandone l’orrore cosmico di fronte al sovrannaturale che si manifesta.

Come tante ambientazioni Sword&Sorcery, anche il mondo di Kyrik è popolato da un’umanità consumata, schiacciata da una sovranità iniqua; un’umanità che si affida alla legge del più forte per sopraffare o semplicemente per sopravvivere. è un’ambientazione che Gardner Fox pone in un’ottica ucronica rispetto alla dimensione storica [7]: «Sono convinto che dietro ogni leggenda si nasconda la verità, come Schliemann provò a Troia. Penso che siano esistite altre civiltà. Civiltà da lungo tempo dimenticate dall’umanità e che sopravvivono soltanto nei nostri miti. Scriverò di questi altri tempi e di questre altre terre, di un periodo barbarico che precedette il sorgere di una civiltà evoluta.»

Andando a esaminare il rapporto che lega il protagonista con il contesto sociale che lo circonda, scopriamo – del tutto in linea con una tradizione ben consolidata – che Kyrik è un uomo del tutto sradicato dal proprio mondo. Il tratto forse più interessante è che, nel caso di Kyrik, la distanza che separa il protagonista dalla società è concretamente rappresentato dal tempo che il guerriero-stregone ha passato intrappolato in forma di statua. Il giorno successivo al suo risveglio, Kyrik cavalca al fianco di Aryalla affamato di vita, «come se stesse sorseggiando le immagini e i suoni». Un tale impeto di vitalità sembra così estraneo al mondo al punto da incuriosire la strega: «Sembri un uomo che non abbia mai visto un edificio. Un uomo che non abbia mai sentito l’odore del pesce marcio e il fetore penetrante delle rive del mare.

– Non l’ho fatto… per mille anni. Riesci a comprendere la mia brama? Sono stato morto per dieci secoli, donna. Sono come un bimbo appena nato.

– Sì. Questo lo posso capire. Io ho visto troppo del mondo, me ne sono quasi stancata.»

La vitalità di Kyrik si esprime in gesti che esprimono un’ansia di autoaffermazione: tenta di riappropriarsi delle insegne regali, lasciando ai margini una riflessione appena sufficiente sulla morale del potere. Nella ricerca del potere-per-il-potere, Kyrik non è troppo distante dall’etica tratteggiata dai campioni howardiani, di cui rappresenta un altro alfiere letterario.

Un altro eroe appartenente a quella che Howard definì «la prima ondata di barbarie che, prima di ritirarsi, inonderà il mondo [8]». 

Dough_Beekman


Consigli di Lettura

A chi lo consiglio: a chi cerca un libro leggero, senza troppe pretese, sulla scia delle storie di Howard

A chi lo sconsiglio: a chi cerca personaggi profondi, sfaccettati, che possano esplorare angoli inediti del genere

Storie sullo stesso tema: se volete approfondire le avventure di un guerriero stregone, andando su uno dei massimi esponenti del genere, vi consiglio Kane il Rosso di K.E. Wagner

Storie dello stesso autore: la serie di Kothar il Barbaro, di cui potete trovare qui la recensione del primo volume


Note

[1] Dove non diversamente specificato, tutte le citazioni sono tratte dal volume Il Guerriero Stregone di Gardner F. Fox, Urania Fantasy #42, Mondadori (1991).

[2] Il secondo volume, Kyrik contro il mondo dei demoni, è compreso nel volume Spade per la Gloria. Qui potete trovare la recensione completa.

[3] http://sf-encyclopedia.uk/fe.php?nm=fox_gardner_f

[4] http://www.cromthebarbarian.com/

[5] Per approfondire si rimanda all’articolo di G. Gallo Sortilegi e Stereotipi: i tratti distintivi «base» dello Sword&Sorcery.

[6] M. W. Barr, Silver Age Sci-Fi Companion, pag. 20, twomorrows publishing (2007).

[7] G. Fox, Il Guerriero Stregone, Introduzione.

[8] R.E. Howard, Il Gatto di Delcardes in Tutti i Cicli Fantastici Vol.5 Newton (1995)

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: